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Iran, colpito sito nucleare
Sale la tensione con Israele

L’attacco al sito nucleare di Natanz ha inferto ingenti danni al programma nucleare iraniano, riportandolo indietro di almeno nove mesi. A riferirlo al New York Times, fonti dell’intelligence americana e israeliana. Il quotidiano americano, ripreso oggi da Corriere, Repubblica e Giornale, riferisce che dietro l’incidente ci sarebbe Israele. Gerusalemme, come già in passato, non smentisce e non conferma la notizia. Domenica però il Premier Netanyahu ha dichiarato: “La lotta contro l’Iran e i suoi alleati… è un compito enorme. La situazione di oggi non è detto che sarà quella di domani”. Israele è impegnata, ricorda il Corriere, in una campagna per evitare che gli Stati Uniti – dopo l’uscita di Trump nel 2018 – ritornino all’intesa nucleare con l’Iran. Per questo si guarda con preoccupazione ai colloqui indiretti tra Washington e Teheran in corso a Vienna proprio per provare a ricucire lo strappo. “Gli Usa restano impegnati a garantire la sicurezza di Israele e lavoreranno con l’esercito israeliano per assicurare il suo vantaggio militare qualitativo in Medio Oriente”, ha garantito il capo del Pentagono, Lloyd Austin, dopo l’incontro con l’omologo Benny Gantz in Israele. Intanto il conflitto a bassa intensità tra Gerusalemme e Teheran prosegue, con il ministro degli Esteri iraniano che in queste ore ha promesso che il suo paese “si vendicherà contro il nemico sionista”.

In cerca di vaccini. Il ministro della Sanità Speranza, intervistato da Repubblica, dichiara che entro fine giugno in Italia tutti gli over 60 saranno vaccinati. Per farlo, serve anche implementare il numero di dosi a disposizione e, scrive il Corriere, “l’Italia – secondo fonti qualificate – mira ad ottenere nelle prossime due settimane dieci milioni di dosi aggiuntive rispetto al budget, in modo da salvaguardare gli obiettivi della campagna vaccinale”. Sempre il Corriere, in una breve, segnala che in Israele i primi dati sembrerebbero indicare che il vaccino Pfizer sia meno efficace contro la variante sudafricana del Covid. D’altro canto, spiegano gli stessi esperti israeliani, si tratta ancora di dati preliminari da prendere con cautela.

Vaccini e brevetti. Sempre in tema di vaccini, sull’inserto Economia del Corriere, Ferruccio De Bortoli spiega come “con buon senso e preveggenza si può salvare il libero mercato che finanzia la scienza e la salute del mondo intero”, cioè sia tutelare la salute pubblica sia gli interessi economici di chi brevetta vaccini. De Bortoli ricorda in particolare l’intervista di Enzo Biagi a Albert Sabin, lo scopritore del vaccino contro la poliomielite. “Nelle parole di Sabin c’è tutto ciò che serve per comprendere meglio la questione vaccini oltre a una incommensurabile lezione di civismo. – spiega De Bortoli – La bellezza umanitaria della missione scientifica, non priva di rischi, la consapevolezza della cittadinanza, la riconoscenza di un immigrato ebreo polacco nei confronti del Paese (gli Stati Uniti) che lo accolse, lo fece studiare, finanziò le sue ricerche, ma soprattutto la soddisfazione di uno scienziato per aver salvato tante vite”.

Turchia, sfida all’Italia in Libia. Il presidente turco Erdogan ha convocato ad Ankara mezzo governo libico per un vertice ai massimi livelli sulla situazione nel paese. Un incontro che Repubblica legge come un avvertimento all’Italia, paese che assieme alla Turchia ha i “maggiori interessi in Tripolitania”. Secondo il quotidiano, “Ankara mette sul piatto la sua enorme influenza conquistata sul campo di battaglia per costringere Roma a ritrattare le accuse al suo leader, con l’implicita minaccia di chiuderle la porta in faccia in Libia. E in ballo non c’è solo lo sviluppo economico: c’è il controllo delle migrazioni, la grande arma che Erdogan già usa sul fronte orientale dove ospita tre milioni di profughi siriani diretti in Europa dietro lauto pagamento Ue”. In tema di Turchia e rapporti con l’Italia, Domani parla invece di un’indagine in corso “sull’azienda petrolifera dei Moratti per un giro di presunto contrabbando di petrolio dal Kurdistan iracheno che coinvolge anche l’azienda turca Powertrans”.

Il sindaco Nathan. Sul Fatto Quotidiano si ricorda la figura del sindaco di Roma Ernesto Nathan e in particolare il suo discorso del 20 settembre 1910 davanti alla Breccia di Porta Pia, in cui “demolì l’infallibilità del papa (pure sulla pandemia)”.

Segnalibro. Sul Foglio Giuliano Ferrara esprime il suo disappunto per quella che definisce “un’autocritica pelosa del prefatore Gratteri”, rispetto alla vicenda del libro no-vax per cui il procuratore ha firmato la prefazione. Un libro diventato un caso, sia per il suo contenuto sia per le affermazioni complottiste e antisemite di uno dei suoi autori nel corso di un’intervista radiofonica. A difendere autori e libro, un lettera che la Verità sceglie di pubblicare nonostante contenga questa delirante affermazione sul fatto che il libro non sia antisemita: “Chi l’ha letto (io sono uno dei tanti) sa che (l’accusa di antisemitismo) è del tutto falsa, tanto che fra i personaggi che compaiono nel libro c’è anche un rabbino reo però di non ignorare il ruolo di una fondazione ebrea come la Rotschild nell’epidemia”.

Daniel Reichel