Asher e gli eroi della Brigata:
“Fieri di avervi liberati”
“Abbiamo dato agli italiani la possibilità di essere liberi. E siamo contenti di questo”.
Sono le semplici parole dietro cui si celava il grande cuore di Asher Dishon, ex soldato della Brigata Ebraica recentemente scomparso all’età di 97 anni.
Dishon era nato nel 1923 a Vienna e si era trasferito 15enne in un kibbutz nell’allora Palestina mandataria, il futuro Stato di Israele. Da soldato della Brigata era stato protagonista nella battaglia sul fiume Senio, decisiva ai fini dello sfondamento delle linee tedesche. Più volte avrebbe visitato il cimitero alleato di Piangipane riposano alcuni membri di quell’eroico gruppo combattente composto di circa 5mila volontari.
Nel 2015, in visita in Israele, l’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi volle incontrarlo. A lui si riferì nel suo discorso alla Knesset: “Senza gente come voi – gli disse – l’Italia non ci sarebbe stata”. Nel 2018 Dishon, insieme ad altri reduci, era stato insignito della medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza conferita in precedenza dal Parlamento italiano.