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Genocidio da riconoscere

Dopo il riconoscimento del genocidio armeno da parte di Biden, ecco alcuni brani dell’editoriale pubblicato sul Jerusalem Post del 27 aprile di Nadav Tamir, già consigliere di Shimon Peres e direttore esecutivo di J Street in Israele, per chiedere anche allo Stato di Israele il riconoscimento di tale genocidio:
“Noi ebrei, sopravvissuti e figli e nipoti di sopravvissuti alla Shoah, abbiamo un grande problema […]: come trasmettere la memoria del più grande genocidio della storia che ci ha colpito e fare in modo che non si ripeta? Su questo argomento ci sono due scuole anche in Israele che si confrontano […]. La prima sostiene che dovremmo concentrarci esclusivamente sul male che ha colpito gli ebrei e dovremmo sviluppare costantemente una strategia per lottare contro ogni forma di antisemitismo che si manifesti nel mondo. Il nostro compito sarebbe dunque quello di impedire che quanto è accaduto agli ebrei si ripeta nella storia per qualunque altro ebreo. Questo argomento ha una grande forza perché nel corso dei secoli, sotto varie forme, gli ebrei sono stati considerati i nemici dell’umanità […].
La seconda scuola invece sostiene che noi dovremmo impegnarci affinché la memoria della Shoah non sia un insegnamento per i soli ebrei, ma diventi sempre più importante nel mondo, affinché il male che ci ha colpito non si ripeta per nessun essere umano. Questa visione richiede la consapevolezza che altre persone sono state colpite da genocidi, e che noi ebrei dovremmo essere i primi a riconoscerlo e a provare empatia per la loro tragedia.
Tutte e due scuole sono altrettanto importanti e sarebbe un gravissimo errore contrapporle perché è nostro dovere sia ricordare la singolarità della Shoah, e la storia particolare dell’antisemitismo così diversa dalle altre forme di odio, sia essere in prima fila come ebrei e israeliani nella lotta per la prevenzione di tutti i genocidi”.

Anna Foa