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Il progetto per le scuole
nel segno di Pagine Ebraiche
“Diamo insieme un calcio al razzismo”

Dall’indifferenza di cui fu vittima Arpad Weisz, annientato ad Auschwitz e a lungo dimenticato dai suoi stessi tifosi. Al coraggio di Matthias Sindelar, il capitano del “Wunderteam” austriaco che pagò con la vita la sua opposizione al nazismo. E ancora: le partite di pallone, tra abisso e rinascita, raccontate da Primo Levi nei suoi libri; l’umanità di Ferdinando Valletti, mediano del Milan, che in lager pensò prima agli altri che a se stesso; il Totocalcio, l’intuizione del giornalista triestino Massimo Della Pergola per ridare linfa a un Paese disastrato (la prima schedina fu giocata esattamente 75 anni fa, il 5 maggio del ’46).
Queste e altre le storie “adottate” della scuola media Bartolena di Livorno, che ha festeggiato il ritorno alle attività in presenza con un grande evento pubblico nel campo davanti allo stadio cittadino Ardenza. A confronto con circa 350 studenti il giornalista della redazione di Pagine Ebraiche Adam Smulevich e un campione del recente passato: Igor Protti, bandiera del Livorno e unico calciatore italiano ad aver vinto la classifica cannonieri in Serie A, B e C.
Una giornata all’insegna di sport e valori che ha visto l’intervento di numerosi ospiti, accolti dalla coordinatrice del progetto “Un calcio al razzismo e all’antisemitismo” Anita Leonetti: il sindaco di Livorno Luca Salvetti, la vicesindaca Libera Camici, il presidente della Comunità ebraica cittadina Vittorio Mosseri, il delegato livornese del Coni Giovanni Giannone, il preside dell’istituto Ersilio Castorina, la dirigente del Miur Milva Segato, la professoressa Silvia Guetta dell’Università degli studi di Firenze. Con loro anche Roberto Rugiadi, figlio della Testimone della Shoah Frida Misul.

(Nelle immagini, dall’alto in basso: alcuni degli ospiti intervenuti; i ragazzi sugli spalti del campo scuola; Igor Protti con alcuni giovani ammiratori)

(4 maggio 2021)