L’Italia e la riapertura al turismo
Aperture dei quotidiani dedicate oggi all’annuncio di Draghi di voler istituire, a partire da metà maggio, un “pass verde” per consentire gli spostamenti in Italia a vaccinati, guariti dal Covid-19 o a chi ha fatto un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti allo spostamento. Obiettivo dichiarato del Presidente del Consiglio italiano, rilanciare il turismo nel nostro paese. “È arrivato il momento di prenotare le vostre vacanze in Italia, non vediamo l’ora di accogliervi di nuovo”, le parole di Draghi ai ministri del turismo del G20, riunitisi ieri (Repubblica). “Per contrastare la concorrenza, Palazzo Chigi gioca d’anticipo e prova a superare in corsa gli altri Paesi europei: se il green pass Ue arriverà nella seconda metà di giugno, la carta verde italiana sarà pronta dalla seconda metà di maggio”, evidenzia il Corriere. Da quella data, spiega La Stampa, “i turisti che arriveranno dai Paesi che non sono nella black list dei contagi da virus potranno entrare in Italia senza essere più costretti ai giorni reclusione in casa in attesa del tampone negativo: cinque per chi arriva dall’Unione europea o dal Regno Unito, 14 per il resto del mondo. Oltre all’Europa, si spalancheranno le porte a Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele, Paesi dove i numeri della popolazione vaccinata sono altissimi”. Su Repubblica alcune risposte su come funzionerà il pass italiano.
Israele, Netanyahu passa la mano. A mezzanotte di ieri è scaduto il mandato affidato al leader del Likud Benjamin Netanyahu per formare il nuovo governo israeliano, come riporta in una breve il Corriere oggi. Il presidente Reuven Rivlin inizierà in mattinata le consultazioni per decidere a chi passare l’incarico di formare l’esecutivo. Il candidato più probabile, scrivono i quotidiani israeliani, è Yair Lapid di Yesh Atid. Secondo i media, Lapid e Naftali Bennett, del partito di destra Yamina, hanno gettato le basi per un accordo di coalizione. L’intesa dovrebbe prevedere una rotazione della premiership con Bennett a servire per primo come Premier. Intanto per quanto riguarda la politica estera, segnala Domani, Israele ha ripreso i colloqui indiretti con il Libano, mediati dagli Stati Uniti, sui confini marittimi contesi. “I colloqui – ricorda il quotidiano – servono a risolvere una disputa riguardante un territorio di 860 chilometri quadrati, ricco di idrocarburi, situato a sud del Libano”.
Madrid alla destra. La candidata del Partito popolare Isabel Díaz Ayuso ha stravinto le elezioni nella comunità autonoma di Madrid e mette in discussione la stabilità del governo socialista spagnolo. Per governare però la capitale spagnola, spiega La Stampa, i popolari avranno bisogno dell’estrema destra di Vox. Sul Corriere Aldo Cazzullo analizza il perché Madrid sia in controtendenza in Europa, dove quasi tutte le grandi città sono roccaforti della sinistra. “La destra madrilena ha sì durezze ideologiche, – scrive Cazzullo – ma si professa fedele al culto della libertà, sia in economia sia nel campo dei diritti: incentivi a scuole e sanità private, apertura all’immigrazione iberica – un pallino del fondatore di Vox Santiago Abascal, che vorrebbe rimpiazzare arabi e africani con cubani anticastristi e venezuelani oppositori di Maduro – e ora bar, ristoranti, discoteche aperti nonostante la pandemia”.
La Palermo del Maestro Wellber. Dalle idee innovative applicate al Teatro Massimo di Palermo di cui è direttore principale, alla sua visione del futuro dei teatri, fino alla questione israelo-palestinese: sono alcuni dei temi toccati dal Maestro israeliano Omer Meir Wellber nell’intervista pubblicata da Avvenire. A proposito della pace con i palestinesi, Wellber lamenta la sua scomparsa dal dibattito politico israeliano e auspica che le parti prendano atto “che insieme non riusciamo a stare e mettersi d’accordo per divorziare. Un matrimonio mai riuscito e talmente infelice deve diventare un bellissimo divorzio, con delle regole stabilite e rispettate da tutti e due”.
Sordi alle critiche. “Chi si aspetta delle scuse rimarrà deluso”. Dopo aver cercato di sfidare il politicamente corretto, ma essere riusciti più che altro a costruire un monologo all’insegna dei pregiudizi, il duo comico Pio e Amedeo afferma di non avere nulla di cui scusarsi. E ribadendo la loro tesi che conta l’intenzione non la parola in sé (Quotidiano nazionale). A far notare loro la debolezza di questo ragionamento, Daniele Luttazzi sul Fatto Quotidiano. “’L’avarizia degli ebrei è un luogo comune. Scherziamoci su’. – scrive Luttazzi in riferimento a una delle battute non riuscite del duo – Ma perpetuare uno stereotipo non contrasta lo stereotipo, e incoraggia chi lo condivide”.
Cosa dice il Ddl Zan. “Non è vero che il disegno di legge Zan autorizzerebbe a cambiare la propria appartenenza di sesso solo con un’autodichiarazione. Tantomeno autorizzerebbe interventi medici intesi a rallentare lo sviluppo sessuale di bambine o bambini che manifestano un’incertezza sulla propria identità sessuale”. Lo scrive la sociologa Chiara Saraceno su La Stampa, cercando di fare chiarezza sul contenuto del disegno di legge contro l’omotransfobia. “Questo – afferma Saraceno – si limita a dire che è penalmente punibile chi offende, aggredisce o discrimina qualcuno a motivo del suo sesso, o della sua adesione o meno alle modalità comportamentali e di rappresentazione di sé che sono convenzionalmente legate alla appartenenza di sesso, o per il suo orientamento sessuale, o per il fatto che rifiuta l’identità insieme personale e sociale che viene automaticamente collegata all’avere un corpo sessuato”.
Inter e il ponte con Tel Aviv. Corriere Milano fa un ritratto di Sharon Ifrah, israeliana e milanese dal 2004, tra le anime dell’Inter club Banda Bagaj, gruppo organizzato di tifosi promotore di iniziative per promuovere la “non violenza”. “Ifrah, irriducibile tifosa – racconta il Corriere – ha creato un ‘ponte’ fra i tifosi di Tel Aviv e il club che oggi conta 250 tesserati di cui una settantina sono israeliani, residenti a Milano o in patria, oltre ad arabi e musulmani, drusi e cattolici che formano un composito gruppo di ‘interisti a distanza’”.
Cinema e libri. Repubblica intervista il regista Woody Allen, il cui film Rifkin’s Festival esce domani nelle sale. Il quotidiano segnala inoltre l’uscita in Francia dell’ultimo libro del filosofo francese Bernard-Henri Lévy, Sur la route des hommes sans nom (Sulla strada degli uomini senza nome). Una raccolta dei reportage che Lévy ha fatto nell’anno della pandemia tra Africa, Est Europa e Oriente. Sul Manifesto invece si parla della pubblicazione in Italia del libro dello scrittore israeliano Amir Gutfreund, Per lei volano gli eroi (Neri Pozza): “Trent’anni di vicende israeliane nell’esperienza di cinque ragazzi cresciuti nelle case popolari di Haifa”.
Daniel Reichel