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DafDaf Maggio 2021
Storia di un grillo. E di un giornale

“Su quello che finisce in mano ai bambini non si possono fare né pasticci né compromessi. Ai bambini bisogna offrire solo il meglio”. È con queste parole che Marianne Carus – fondatrice nel 1973 di un giornale illustrato molto speciale, pensato interamente per giovani e giovanissimi lettori – spiegava come le regole in redazione fossero molto chiare.
Se ne racconta la storia nel numero di DafDaf in distribuzione in questi giorni: “Nel suo libro ‘Un giorno di felicità’ il grande scrittore in yiddish Isaac Bashevis Singer presenta un grillo tutto speciale. Il segreto di questo piccolo animale era la capacità di raccontare una storia che non finisce mai. Leggendo queste pagine, una giovane mamma che avrebbe voluto dare da leggere ai propri figli solo le storie più belle decise di fare un giornale per bambini tutto di testa sua”. 
Un esempio di volontà e testardaggine che ha ispirato anche la redazione di DafDaf. Da oltre dieci anni, un mese dopo l’altro, il giornale ebraico dei bambini non smette di presentarsi puntuale all’appuntamento con i suoi lettori. Buona lettura!

Ada Treves twitter @ada3ves


Storia di un grillo speciale

Nel suo libro “Un giorno di felicità” il grande scrittore in yiddish Isaac Bashevis Singer presenta un grillo tutto speciale.
Il segreto di questo piccolo animale era la capacità di raccontare una storia che non finisce mai.
Leggendo queste pagine, una giovane mamma che avrebbe voluto dare da leggere ai propri figli solo le storie più belle, decise di fare un giornale per bambini tutto di testa sua.
Il suo lavoro non era facile. Viveva negli Stati Uniti, ma l’inglese non era la sua lingua madre, perché era arrivata dalla Germania solo qualche anno prima. Aveva pochi soldi a disposizione. Conosceva poche persone. E abitava in un paesino dell’Illinois lontano dalle grandi città dove stanno tutti i grandi editori di giornali.
Ma evidentemente era molto coraggiosa e molto testarda, perché il giornale più bello di tutti gli altri riuscì davvero a pubblicarlo. Il suo nome era “Cricket” proprio per ricordarsi di quel grillo che raccontava e raccontava senza mai stancarsi.
In poco tempo i migliori scrittori (a cominciare da Singer) e i migliori disegnatori si misero a lavorare per Cricket e negli anni milioni di bambini fortunati sono potuti crescere leggendo le sue pagine.
Le regole in redazione erano molto chiare: su quello che finisce in mano ai bambini non si possono fare né pasticci né compromessi. Ai bambini bisogna offrire solo il meglio.
Quando l’ho incontrata per la prima volta mi è sembrata simpaticissima.
Le ho chiesto come fosse riuscita a fare un giornale così bello, e Marianne Carus, questo il nome della direttrice di Cricket, mi ha spiegato che non era così difficile. Bastava avere il coraggio di buttare via le cose senza valore e tenere solo il meglio.
Perché i giornali veri si fanno riordinando le idee e scegliendo solo quello in cui crediamo davvero.
C’erano stati dei momenti difficili, ma alla fine era stato possibile superarli perché il desiderio di offrire le cose migliori ai bambini rende molto forti.
E poi, mi ha detto, per riuscire a fare un giornale bello bisogna lavorare con impegno senza stare tutto il tempo a pensare ai soldi.
“Se avessi voluto guadagnare molti soldi – mi ha spiegato – avrei pubblicato fumetti o orari ferroviari. Molta gente vuole parlare ai bambini – ha aggiunto – ma pochi sono disposti a rispettare la loro intelligenza”.
Ora Marianne, che era diventata molto anziana e aveva quasi cento anni, ha concluso serenamente la sua vita sulla terra.
Ma il bene e la felicità che ha regalato a tutti i suoi lettori fortunati sono destinati a durare per sempre.
Proprio come la storia del grillo che non si stancava mai di raccontare.

g.v

(9 maggio 2021)