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Hamas contro Israele,
ancora pioggia di razzi

Il conflitto tra Israele e Hamas resta sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Il fatto sul quale maggiormente sono incentrati i titoli è la distruzione della Torre dei giornalisti di Gaza (dove, è stato riferito dall’esercito israeliano, operava l’intelligence del gruppo terroristico).
“Gaza, raid israeliano distrugge il palazzo dei media”, il titolo di Repubblica. Così invece il Corriere: “Razzi su Tel Aviv. Distrutta a Gaza la Torre dei media”; La Stampa: “Razzi israeliani sul palazzo dei media”; Il Fatto Quotidiano: “Israele abbatte la torre delle tv”. Il Manifesto non si smentisce: “Silenzio stampa – Israele bombarda i media”.
Prosegue senza sosta il lancio di razzi dalla Striscia. La Stampa racconta la quotidianità stravolta degli abitanti di Tel Aviv (dove gli ordigni di Hamas continuano a uccidere). “Sirene, razzi e fuga dalle spiagge: la città – si legge – ora si scopre vulnerabile”. L’azione militare d’Israele, ricorda Repubblica, punta anche alla distruzione della cosiddetta Metro. E cioè “il quartier generale di Hamas, la rete di uffici e tunnel per centinaia di chilometri sotto la Striscia”.
A preoccupare sono però anche le tensioni interne. La rivolta di parte degli arabi-israeliani, sfociata in violenze e persino in roghi di sinagoghe. Ma anche i disordini alimentati da alcuni gruppi di estrema destra sull’altro fronte. Il Corriere racconta del lancio di molotov contro una famiglia araba di Jaffa. Un bambino di 12 anni, gravemente ustionato, è in ospedale. “In azione le ali estremiste. Ma non è la terza intifada” afferma Tom Segev, celebre storico e giornalista israeliano, in una intervista.
Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, si sofferma in un editoriale sugli elementi di novità di una crisi che è diventata, fa osservare, “una pedina dell’ambizione turca alla leadership fra i sunniti, ovvero sulla sponda Sud del Mediterraneo”. Gad Lerner, sul Fatto Quotidiano, scrive un editoriale sul “coraggio di criticare Israele da amici”. Un invito, sottolinea, che è rivolto ai “democratici italiani preoccupati per la sicurezza presente e futura dello Stato d’Israele”. Per Fiamma Nirenstein (Il Giornale): “Israele ha fretta di finire. Ma Hamas vuole la Jihad”. Donatella Di Cesare, sulla Stampa, esprime l’auspicio di “Due cittadinanze per due popoli”.
Diversi quotidiani danno voce anche alla comunità cristiana che vive in Israele. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, parla con Avvenire e sostiene che le responsabilità di “una violenza mai vista” siano di entrambe le leadership. “Speriamo non si arrivi alla disperazione totale, allora sarebbe una terza Intifada, disastrosa per ambo le parti” il commento di Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale, in una intervista con Repubblica.
“Allarme azioni antisemite, l’Italia aumenta i controlli”, titola il Messaggero. Tra gli obiettivi sensibili vengono segnalati “ambasciate, sinagoghe, compagnie aeree”, ma anche la sede diplomatica dell’Olp. Il Giornale racconta come in Germania, in particolare nella comunità islamica e sull’onda degli ultimi fatti, l’antisemitismo starebbe “riprendendo quota”.
Nel segno dell’antisemitismo, anche se con una matrice diversa, il “benvenuto” di alcuni ultrà a Jose Mourinho (dalla prossima stagione allenatore della Roma). Nell’occasione del derby capitolino è infatti comparso uno striscione infame, verosimilmente opera di “cani sciolti” – così li chiama il Messaggero – che agiscono nell’orbita del tifo laziale.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(16 maggio 2021)