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Cessate il fuoco,
la trattativa prosegue

Prosegue sottobanco la trattativa per arrivare a un cessate il fuoco tra Israele e i terroristi di Hamas. Prima però, come richiesto più volte da Gerusalemme, dovrà interrompersi il lancio di missili dalla Striscia di Gaza. “La tregua, chiesta ieri anche dall’Ue, è più vicina e potrebbe scattare dalle 6 di domani”, riporta La Stampa. Sulla stessa linea il Corriere, che parla di un sì di Hamas “per una tregua all’alba di domani”. Secondo Repubblica (“In attesa della tregua si cerca il colpo del ko”) ci sarà qualche ora in più da attendere. 
Repubblica intervista Husam Budran, tra i terroristi di più alto profilo rilasciati da Israele nello scambio che ha portato alla liberazione di Gilad Shalit. Budran sostiene che il conflitto in corso stia portando risultati “non solo per Hamas, ma per tutto il nostro popolo: in primis la connessione dei diversi fronti delle forze di resistenza a Gaza, a Gerusalemme e ad Al Aqsa: è la prima volta che ciò accade”. Il Sole 24 ore si concentra sulla rivolta degli arabi israeliani. Una minoranza, l’accusa rivolta ad Israele, “che solo in teoria gode degli stessi diritti”.
Il Corriere apre un altro fronte: social e influencer, con i loro post, spesso faziosi, avrebbero notevolmente rafforzato “la causa palestinese”. 
Anche oggi molti editorialisti commentano la crisi. “Stanno perdendo i leader politici, sta perdendo la gente. Sta perdendo la comunità internazionale perché sono anni che nessuno, ai livelli più alti, tenta di gettare acqua sul fuoco. Sta perdendo la diplomazia”, l’opinione di Paolo Lepri sul Corriere. Per Fiamma Nirenstein (Il Giornale) ”è responsabilità di tutti spezzare la catena per cui la forza incendiaria dell’Iran mette a ferro a fuoco palestinesi tenuti come popolo ostaggio e usa la guerra contro la popolazione civile di Israele come arma d’elezione”. In un penoso intervento sul Fatto Quotidiano Massimo Fini definisce Hamas, con l’intento di sminuirne la pericolosità e poter più facilmente accusare Israele, dei “guerriglieri straccioni”. Imbarazzante Moni Ovadia, che sul Manifesto si scaglia a senso unico contro Israele e dei terroristi che lo attaccano riesce a scrivere appena questo: “L’orientamento di Hamas può anche essere condannato”. L’intellettuale israelo-americano Yossi Klein Halevi, intervistato dal Foglio, guarda con preoccupazione alla “minaccia della guerra civile” dentro Israele. E confessa la sua più grande angoscia: “Un Iran nuclearizzato”. 

Adam Smulevich

(19 maggio 2021)