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Un aiuto per Eitan

Nel dolore per la tragedia della funivia del Mottarone, l’Italia si mobilita per aiutare il piccolo Eitan, unico sopravvissuto all’incidente in cui hanno perso la vita quattordici persone. Tra le vittime, i genitori, il fratellino e i bisnonni del piccolo, salvatosi, dicono i medici del Regina Margherita di Torino dove è ricoverato, “forse grazie all’abbraccio del padre che l’ha protetto”. I quotidiani italiani raccontano la sua storia e quella delle altre vittime dell’incidente, sottolineando come la procura di Verbania stia lavorando per chiarirne dinamiche e responsabilità. “La nostra vita adesso cambierà”, le parole al Corriere di Maya, zia del piccolo Eitan. Il bimbo, dicono i medici a Repubblica, non ha lesioni gravi, ce la farà. I suoi familiari sono arrivati da Israele, dove si terranno i funerali.
E intanto il mondo ebraico pensa al dopo: “è partita una campagna di solidarietà lanciata dalla Comunità ebraica di Torino assieme alla piattaforma di crowfunding Eppela. – riporta il Corriere – Una raccolta fondi per Eitan condivisa con le comunità di Roma, Milano e del resto d’Italia”. Un’iniziativa di solidarietà, racconta al quotidiano il presidente della Comunità ebraica di Milano Milo Hasbani, “per assicurare un futuro al piccolo, pregando che riesca a salvarsi”. Hasbani ricorda poi il padre del bimbo, Amit Biran, che faceva sicurezza presso la scuola ebraica della Comunità. “Amit era un ragazzo davvero solare, discreto, sempre disponibile, aveva scelto l’Italia per studiare medicina e far crescere i suoi figli”. La sua scomparsa ha segnato in modo forte la Comunità ebraica di Milano, come raccontano le testimonianze raccolte sul dorso milanese di Repubblica. L’impegno è a non lasciare solo il piccolo. Come sottolinea anche il presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni al Corriere Torino: “Eitan dovrà affrontare una vita difficile per la prova durissima a cui è stato sottoposto alla sua tenera età. Siamo sicuri che il calore di tutta la popolazione, dopo le testimonianze di amore già riscontrate in queste prime ore, potrà lasciare anche un segno tangibile per il futuro”.
Sarà anche importante chiarire le dinamiche dell’incidente, come chiedono i parenti delle vittime. “Temiamo che venga tutto dimenticato in fretta, non è giusto”, affermano alcuni al Corriere.

Il segretario di Stato Usa in Israele. “Usare gli aiuti della ricostruzione per riportare l’Autorità nazionale Palestinese (Anp) a Gaza, indebolendo Hamas nella Striscia e ostacolando la sua espansione in Cisgiordania”. È l’obiettivo, riporta La Stampa, del segretario di Stato americano Antony Blinken, nella visita che da oggi a giovedì lo porterà a Gerusalemme, Ramallah, Cairo e Amman. I collaboratori di Blinken, spiega il quotidiano, dicono di voler “creare una partnership tra Onu e Autorità palestinese per gestire i fondi internazionali. Così ci auguriamo di reintegrare in una certa misura l’Anp a Gaza, sperando di creare le condizioni per andare verso una situazione più stabile”. Sui rapporti tra Usa e Israele si sofferma l’analisi di Lorenzo Vidino su Repubblica, che segnala un allontanamento, mentre l’Europa sembra avvicinarsi a Gerusalemme. Della questione israelo-palestinese parla anche la deputata Pd Lia Quartapelle in un’intervista al Riformista. Secondo la parlamentare, che sottolinea come Israele sia l’unica democrazia dell’area, “i progressisti europei devono uscire dalla logica della tifoseria e cercare nuovi interlocutori. Parliamo con il partito arabo della Joint List; con le esperienze di pace e convivenza concreta”.

Contro Lukashenko. L’immediato rilascio del giornalista dissidente Roman Protasevich e della sua fidanzata Sofia Sapega, altrimenti subito nuove sanzioni nei confronti di persone ed enti della Bielorussia. È l’ultimatum inviato dai leader Ue al dittatore bielorusso Lukashenko dopo il clamoroso dirottamento dell’aereo su cui si trovava Protasevich. Altre sanzioni sono già state attivate, racconta Corriere, – divieto di viaggio e congelamento dei beni – e hanno colpito sette entità e 88 persone tra cui lo stesso dittatore Lukashenko, suo figlio Viktor che è consigliere per la sicurezza nazionale e altre figure chiave. “Con il dirottamento è finita l’impunità per il regime di Minsk”, afferma al Corriere la leader dell’opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya.

La difesa di Blake Bailey. Repubblica intervista l’autore della biografia di Philip Roth, Blake Bailey, accusato di molestie sessuali. E per questo il suo libro sulla vita del grande scrittore americano è stato ritirato dall’editore. Bailey a Repubblica nega con forza le accuse. “Penso anche che qualcuno abbia invidiato il mio breve momento di successo per il libro su Roth. Va bene l’invidia per me in generale, ma accusare falsamente il sottoscritto di un crimine e distruggere la mia vita e quella della mia famiglia non ha nulla a che fare con la giustizia”.

Il Male in azione. Attraverso una ricerca nei fascicoli dei processi celebrati in Germania gli storici Marcello Pezzetti e Sara Berger hanno reperito una serie di racconti sulla deportazione in massa del 16 ottobre, i cui esecutori non furono solo SS, racconta sul Corriere Walter Veltroni. Nella pagina, alcune deposizioni di militari tedeschi che nel 1943 attuarono la razzia degli ebrei di Roma.

Daniel Reichel