Dramma della funivia,
tre arresti nella notte
Primi fermi per la strage della funivia Stresa-Mottarone. Gli arresti, avvenuti nella notte, riguardano il gestore dell’impianto Luigi Nerini, il direttore del servizio Gabriele Tadini e il caposervizio Enrico Perocchio. Le loro responsabilità sarebbero molto gravi.
“La morsa che teneva aperti i freni, il cosiddetto ‘forchettone’ non era stato dimenticato inserito ma aveva una precisa funzione, quella di aggirare un’anomalia ai freni che durava da un mese e mezzo. Una scelta criminale, fatta anche al prezzo della vita di 14 persone, poiché quel pezzo di ferro rosso, che serve per tenere aperte le morse del freno d’emergenza, è con tutta probabilità la principale causa dello schianto della cabina” scrive tra gli altri Repubblica sul proprio sito. Primi segnali di speranza arrivano invece dalla salute del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto. Per tirare un sospiro di sollievo, sottolinea La Stampa, è comunque ancora troppo presto: preoccupano infatti “le possibili complicanze legate alla situazione di grave politrauma”. La raccolta fondi per aiutarlo ad avere un futuro procede intanto spedita. Nata dal mondo ebraico, si è allargata sempre più. “Le donazioni, dalle più piccole di appena 5 euro alle più grandi, stanno arrivando dalle persone e dai luoghi più diversi. Tanto che, in sole 24 ore, sono stati già sfiorati i 70 mila euro” segnala Repubblica Milano, riportando i numeri condivisi dal presidente della Comunità ebraica Milo Hasbani. Le salme dei genitori, del fratellino e dei bisnonni partiranno oggi con destinazione Israele, dove avverranno i funerali. Molti quotidiani pubblicano l’ultimo scatto prima del dramma: Eitan di spalle, mentre osserva il panorama della valle. Pochi istanti dopo avverrà la tragedia. La foto, precisa il Corriere, “è stata concessa dalla famiglia”.
Prima visita in Israele per il segretario di Stato Usa Anthony Blinken. Il Corriere, tra gli altri, definisce l’incontro con Netanyahu “ruvido”. È evidente, si legge, “come la strategia americana della ‘quiet diplomacy’, la diplomazia dietro le quinte, almeno in questo caso, non abbia funzionato”. La Stampa titola: “Fra Blinken e Netanyahu intesa anti-Hamas ma resta il gelo su Iran e Stato palestinese”. Sul Foglio, prendendo spunto dalla visita, si parla della saldatura che sarebbe in atto negli Usa tra attivisti propal e Black Lives Matter.
Victor Magiar, in una analisi per il sito di Repubblica, riflette sul recente conflitto tra Israele e Hamas, sulla rete di alleanze a sostegno dei terroristi e sulle ricadute anche a livello globale. “La posta in gioco – scrive – non è solo e semplicemente la vittoria o la sconfitta di qualche progetto di egemonia politica regionale o il successo di un enorme business internazionale: la posta in gioco è il futuro, la rinascita del Medio Oriente prima che finisca la facile ricchezza garantita dal petrolio”.
Il testo integrale dell’intervento è disponibile nella rassegna stampa.
L’Unione europea non sia indifferente al tema dei migranti. È l’appello rivolto ieri dal premier Mario Draghi, che su questo specifico argomento ha avuto l’occasione di confrontarsi a Bruxelles con Macron. Un incontro nel corso del quale, racconta il Corriere, si sarebbe preso atto “della necessità di un maggiore coordinamento nello scenario libico e nel centro Africa, lasciando alle spalle le divergenze del passato”.
A processo, con prima udienza il 14 ottobre, i quattro 007 egiziani accusati a vario titolo di aver sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni. Una delle sfide sarà ora “quella di ottenere che i testimoni vengano in Italia a raccontare quanto detto nel corso delle indagini” (Il Fatto Quotidiano).
Anche il rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni, tra le personalità del mondo religioso che saranno ascoltate dalla Commissione Giustizia del Senato sul ddl Zan. È quanto scrive Avvenire, dove per errore lo si definisce “presidente” della Comunità romana.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(26 maggio 2021)