Ticketless – Scegliere con dubbio
Fatico a dire la mia. Per l’incapacità di trovare parole adeguate di fronte all’eterno ritorno dell’eguale, sia di fronte all’assenza di qualsiasi prospettiva per il futuro del Medio Oriente, sia anche, muto, in Italia, davanti al perpetuarsi dei soliti ritornelli. Mi capita così dal 1982. Il ricordo di quella tragica estate ha come pietrificato i miei pensieri. Nel giro dei quattro cantoni che Michele Santoro e Alessandro Di Battista hanno fatto in questi giorni in tutti i talk shows televisivi mi ha colpito il loro esprimere all’unisono la nostalgia dell’età dei Craxi e degli Andreotti e dei Moro, loro sì sensibili alla causa palestinese. Strano modo di ripensare al passato. C’è qualche cosa di meccanico e di freddo in queste ricostruzioni di maniera, ignare del fatto che il conformismo di allora, di tutta la nostra classe politica, era dettato da fattori (il petrolio, la paura del terrorismo italiano nel cosiddetto “lodo” Moro) che con la tragedia dei palestinesi poco avevano a che fare. Con il passare degli anni, di fronte a questo continuo ritorno dell’uguale, mi rendo conto di aver perso la mia sensibilità di allora, la mia capacità di indignarmi di fronte agli eccessi, di essermi appunto pietrificato o meccanicizzato. Specchiandomi nei miei pensieri mi accorgo di essere diventato una specie di robot capace di ripetere poche parole, sempre le stesse come se si fosse rotto l’ingranaggio del pensiero critico. Il Golem, si sa, emetteva dalla sua bocca sempre un solo versetto di Giobbe: “Perché prospera l’empio?”. Anche a me talvolta, leggendo i giornali, mi capita di fare la stessa domanda, ma il robot che sono diventato non si appella a Giobbe o meglio si appella a un Giobbe profano: da anni ormai a chi mi chiede di dire la mia non faccio altro che ripetere le parole che Pasolini all’indomani della Guerra dei Sei Giorni, rivolse a Trombadori e agli amici del PCI che oggi Di Battista e Santoro dicono di rimpiangere, dimenticando quanto allora fossero sottomessi al nazionalismo nasseriano: “Non è questa l’occasione giusta”, supplicava Pasolini, “di scegliere con dubbio, che è la sola umana di tutte le scelte?”. Scegliere sì, da che parte stare, ma, comunque la si pensi e comunque ci si schieri, procedendo confortati dal dubbio, che è la sola umana di tutte le scelte.
Alberto Cavaglion
(26 maggio 2021)