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Una tassa globale per le multinazionali

Molti quotidiani aprono con quello che viene definito un accordo storico. I ministri delle Finanze del G7 hanno raggiunto un accordo di massima per introdurre una tassazione minima globale del 15% per le grandi multinazionali. “Saluto con grande soddisfazione l’accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto a Londra dai ministri delle finanze del G7. È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini.”, ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Draghi (Sole 24 Ore). Per la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen si tratta di un “impegno senza precedenti che metterà fine alla corsa al ribasso nella tassazione aziendale, assicurando equità per i lavoratori negli Stati Uniti e in tutto il mondo”.

Shoah e le equazioni impossibili. Fratelli d’Italia vuole introdurre nel codice penale l’aggravante di “negazione, minimizzazione o apologia dei massacri delle foibe” e porla a fianco della negazione della Shoah. Una proposta, spiega oggi su Repubblica la coordinatrice nazionale contro l’antisemitismo Milena Santerini, che però crea un’equazione sbagliata. “Se una legge dovesse introdurre esplicitamente il riferimento a queste stragi nell’art. 604 bis del Codice Penale, si rischierebbe di considerare le foibe non un crimine di guerra, ma un evento epocale equiparato al genocidio ebraico. Tale equazione, sbagliata sul piano storico e inappropriata su quello giuridico-politico, contribuirebbe a relativizzare e minimizzare l’evento Shoah, espressione del male senza uguali nella storia. Il passato può e deve essere incessantemente rivisto, ma minimizzare la memoria dell’Olocausto servirebbe solo a indebolire l’impegno contro ogni forma di violenza, razzismo e antisemitismo oggi”.

L’Italia e la voce in difesa di Zaki. Duro intervento sul Fatto Quotidiano di Furio Colombo che denuncia una profonda debolezza dell’Italia nei suoi rapporti con l’Egitto – e non solo – alla luce della gestione dei casi Regeni e Zaki. Due violazioni che, scrive Colombo, sono la dimostrazione dell’incapacità della diplomazia italiana di farsi valere, anche se in gioco ci sono i diritti umani. “L’Egitto ha in mano buone carte e continuerà a giocarle contro l’Italia. – scrive Colombo – Come la Libia, sa che non corre rischi, neanche di condanna morale”.

Francia, giustizia e riforme. Venerdì il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di voler riunire gli “stati generali della giustizia”, a un anno dalla fine del suo mandato all’Eliseo. Un’iniziativa nata sull’onda delle proteste – in particolare dell’ebraismo transalpino – per il caso Sarah Halimi, ovvero la decisione dei tribunali di Francia di dichiarare penalmente irresponsabile il suo assassino, mosso da antisemitismo, perché sotto effetto di stupefacenti. Della scelta di Macron parla il Fatto, evidenziando il tentativo del Presidente di riguadagnare la fiducia dell’opinione pubblica in vista dell’imminente sfida per l’Eliseo (primavera 2022) con Marine Le Pen. “La Francia – scrive il Fatto – sta vivendo un momento molto pericoloso della propria storia per il lassismo e lo strisciante antisemitismo della magistratura, che potrebbe aumentare il consenso degli elettori a favore di Marine Le Pen. Ora Macron se ne rende conto e promette una modifica del Codice penale”.

Addio a Seid. Dal Corriere a Repubblica a La Stampa, i grandi quotidiani raccontano la dolorosa storia di Seid Visin, ragazzo 20enne di origini etiopi che si è tolto la vita nella giornata di giovedì. Viene molto sottolineato un post sui social network di denuncia contro il razzismo in Italia del giovane. “Ovunque io vada, ovunque io sia, – scriveva Seid – ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone”. Molte le interpretazioni a riguardo e una richiesta, quella del padre (La Stampa, Repubblica): “Il mio dolore e quello della mamma non è spiegabile. E non è giusto sia strumentalizzato dalla politica italiana. No! Il nostro dolore merita rispetto”. In merito al post, aggiunge: “Era stato uno sfogo di tre anni fa. Seid era esasperato dal clima che si respirava all’epoca in tutto il Paese. Ma nessun legame con il suo suicidio, basta speculazioni. Farà una smentita pubblica, se necessario. Seid era molto amato e benvoluto, al suo funerale stamattina c’erano tanti ragazzi come lui e intere famiglie”.

Dialogo a Firenze. Avvenire intervista il sindaco di Firenze Dario Nardella a proposito di un summit che riunirà nel 2022 sindaci di diverse città internazionali. “Saranno presenti sindaci di città-simbolo: penso a Nazareth, con cui Firenze è gemellata dagli anni Novanta, o a Betlemme. Inviteremo, poi, primi cittadini d’origine ebraica come quelli di Gerusalemme o Tel Aviv e quelli di fede islamica, in particolare del Maghreb [..]. Sarà un’occasione di dialogo”.

Torino, omaggio a Liliana Segre. Il prossimo giovedì alle 17.30 il Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino e il Polo del ‘900 rendono omaggio a Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita, partendo dalle parole e fotografie pubblicate nel suo ultimo libro, Ho scelto la vita. A presentare l’iniziativa oggi sul Corriere Torino, il direttore del Centro Primo Levi, Fabio Levi. Testimonianze come quelle di Liliana Segre, spiega Levi, “richiamano con meditata semplicità la verità dei fatti. Perché interpellano ognuno di noi, giovani e meno giovani, ponendoci domande che, lungi dal rassicurarci, ci tengono giustamente sulla corda”.

Segnalibro. Esce in libreria il saggio di Luciano Canfora Il tesoro degli Ebrei. Roma e Gerusalemme (Laterza). Un volume, scrive oggi il Corriere, che “racconta, con indescrivibile erudizione accompagnata dalla ben nota lucidità, come fini, nel 63 a.C., l’indipendenza dello Stato ebraico. Ciò avvenne, nel più generale contesto della conquista del Medio Oriente e in particolare dell’area siro-palestinese, ad opera delle legioni romane”. Dallo storico e pericoloso falso dei Savi di Sion alle strampalate teorie su Ku Klux Klan e puffi, il Fatto presenta invece il saggio Non ce lo dicono. Teoria e tecnica dei complotti dagli Illuminati di Baviera al Covid-19 (Utet) di Errico Buonanno dedicato a fare luce e smontare alcune teorie del complotto. Sul Messaggero Roma, a partire dalla storia del rapimento da parte della Chiesa di Edgardo Mortara e del libro di Marina Caffiero, Battesimi forzati, viene raccontata la storia della Casa dei Catecumeni a Monti, dove, si legge, furono convertiti al cristianesimo centinaia di ebrei nel corso del Seicento e Settecento.

Daniel Reichel