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È valutato quindi esiste

Introdurre una nuova disciplina senza attribuirle un orario e senza assumere nuovi insegnanti: non so quale altro paese al mondo avrebbe potuto partorire un simile paradosso, ma la scuola italiana, abituata da molti decenni ai paradossi, si è rivelata in grado di digerire questo e altro. Alla fine dell’anno scolastico devo riconoscere che la mia iniziale diffidenza verso la novità dell’educazione civica si è rivelata almeno in parte ingiustificata. La necessità di svolgere almeno 33 ore nel corso dell’anno ha prodotto sforzi di inventiva e una sorta di gara da parte di tutti a trovare possibili spunti di educazione civica nell’ambito delle proprie discipline, così che, almeno nelle mie classi, le ore di svolte nel corso dell’anno sono state ben più di 33. Il fatto che si trattasse di una materia vera e propria che doveva essere valutata a sé ha portato a far svolgere una serie di attività come temi, relazioni, ricerche, presentazioni e molto altro, così che il registro condiviso tra tutti gli insegnanti della classe (altra novità piuttosto insolita) si è riempito a poco a poco di numeri. So che altre scuole hanno interpretato le cose diversamente e hanno considerato il voto di educazione civica un po’ come un secondo voto di condotta; da noi l’idea, che pure è emersa, è stata appunto superata dalla presenza di attività e verifiche con la relativa valutazione. Questo ha contribuito a trasmettere ad allievi e genitori l’idea che si trattasse di una cosa importante. È valutato, quindi esiste: questa è una regola non scritta ma essenziale nella scuola italiana, e anche in questo caso si è rivelata valida. Può sembrare triste ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Uguaglianza, lotta alle discriminazioni, contrasto ai discorsi di odio e alle fake news, Giorno della Memoria: se i ragazzi sono obbligati a fare un tema, una verifica o un’interrogazione su questi argomenti in effetti è più facile che ne percepiscano l’importanza. Altrimenti forse non la percepiscono neppure gli insegnanti.

Anna Segre

(11 giugno 2021)