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L’intervista ad Abbas
“Per Israele svolta storica”

Per l’inedita alleanza Bennett-Lapid si avvicina il momento della verità: il voto di fiducia della Knesset, il Parlamento d’Israele. Uno dei protagonisti della nuova fase politica, il leader del partito islamico Ra’am Mansour Abbas, dice a Repubblica: “Non è stato facile arrivare a questo momento. Ed è solo l’inizio”. Abbas auspica di “influenzare le decisioni governative sugli argomenti critici per cui i cittadini arabi ci hanno dato mandato di agire: criminalità, penuria abitativa, educazione, disoccupazione”. Per quanto riguarda le scelte legate alla sicurezza afferma: “Dobbiamo giostrarci tra la nostra identità di arabi palestinesi e cittadini dello Stato di Israele e tra aspetto civile e nazionalistico”. Per Abbas siamo di fronte a uno snodo storico: “Possiamo scegliere: rimanere arroccati nelle ostilità o guardare al futuro. L’obiettivo è quello della convivenza”. Per arrivarci, sottolinea, è necessario far leva sui “valori comuni condivisi dalle tre religioni monoteistiche”. In un reportage da Gaza il Venerdì racconta la situazione della Striscia dopo il recente conflitto con Israele. In particolare il successo riscontrato da Yahya Sinwar (“Il signore di Gaza che comanda Hamas”, si evidenzia nel titolo). All’interno di Hamas, si legge, “la crescita del ruolo di Sinwar è il risultato, il cambiamento più evidente di questo ultimo round di battaglia”. 

Il piccolo Eitan Biran, l’unico sopravvissuto al crollo della funivia Stresa-Mottarone, ha lasciato l’ospedale e ha raggiunto la casa della sua tutrice, la zia Aya, alle porte di Pavia. “Il percorso sarà lungo e delicato, ma ciò che è certo è che Eitan sarà circondato dall’affetto di nonni, zii, e di un’intera comunità che ieri mattina lo ha accolto con commozione”, scrive tra gli altri il CorriereRepubblica si sofferma sulle parole da usare, sull’elaborazione del lutto. “I parenti di Eitan potranno trovare mille strategie per nominare le cose. L’importante è che siano consapevoli del fatto che il loro nipotino è perfettamente in grado di capire. E – si legge – che ha diritto di veder soffrire il resto della famiglia e di soffrire lui stesso”. 

“Incontro da tanti anni i giovani nelle scuole che mi ripagano con il loro leggere e andrò avanti finché avrò respiro. Questa è la mia missione e anche un dovere morale. I giovani sono migliori di quello che pensiamo”. Sono le parole con cui Edith Bruck ha festeggiato la vittoria del Premio Strega Giovani, assegnatole per il suo ultimo libro Il pane perduto. Bruck è anche nella cinquina finalista del premio principale, che vede per il momento in testa Emanuele Trevi con Due vite. “Tre donne e tre romani in finale tra storie intime, familiari e gli abissi della memoria” sottolinea Il Messaggero, tracciando un profilo dei titoli scelti per la finale (in programma l’otto luglio, presso il museo nazionale etrusco di Villa Giulia). 

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(11 giugno 2021)