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La Sfilata delle Bandiere

E così anche la Sfilata delle Bandiere a Gerusalemme è passata senza dar luogo a incidenti particolarmente gravi. Ma è bene dire subito che la Sfilata di quest’anno è stata qualcosa di molto diverso da quelle che si sono tenute in passato in occasione di Yom Yerushalayim, il Giorno di Gerusalemme dedicato al ricordo della riunificazione della città con la guerra del 1967.
Un discorso analogo va purtroppo fatto anche per la manifestazione che si è tenuta martedì 15 giugno: in passato la Sfilata delle Bandiere era l’occasione per una grande festa di popolo, che univa tutti i cittadini ebrei di Gerusalemme, con canti e balli, con una presenza preponderante dei giovani e in particolare delle ragazze delle scuole superiori che con le loro magliette multicolori davano il senso della festa, della gioia condivisa.
Quest’anno la Sfilata ha avuto tutt’altro svolgimento e tutt’altro significato. Non è stata una festa unificante ma divisiva: da momento di unità si è trasformata in una manifestazione di parte, della parte più nazionalistica della popolazione di Gerusalemme, diretta essenzialmente contro il Governo appena insediato. Una manifestazione nazionalistica dove non sono mancati gli slogan anti-arabi dal contenuto razzista, come ha rilevato il ministro degli Esteri Yair Lapid.
Ma anche visivamente la Sfilata ha avuto un carattere del tutto diverso rispetto al passato: è stata una manifestazione quasi esclusivamente maschile, le ragazze erano quasi del tutto assenti, i partecipanti indossavano in maggioranza la kippah per sottolineare la loro appartenenza politico-religiosa; l’unica cosa in comune con le precedenti Sfilate è stata il grande sventolio delle bandiere bianco-azzurre, usate però in questa occasione come segno di divisione, non di unità.
La divisione è stata il segno non solo della parte ebraica ma anche di quella palestinese. Il leader di Ra’am Mansour Abbas, pur affermando che la Sfilata, tenuta in queste condizioni, appariva una provocazione, ha tenuto a sottolineare che essa era rivolta soprattutto contro il Governo appena insediato. Viceversa altri due membri della Knesset, appartenenti all’altra lista araba, la Joint List, si sono lasciati andare a dichiarazioni incendiarie, uno sostenendo che la bandiera palestinese un giorno sventolerà sulle mura di Gerusalemme, l’altro che Gerusalemme sarà un giorno la capitale della Palestina riconquistata.
C’è solo da augurarsi che la Sfilata delle Bandiere del 2022 ritorni a essere ciò che era sempre stata, un momento di unità e di festa.

Valentino Baldacci

(17 giugno 2021)