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Da Salomone Rossi a Vivaldi,
in sinagoga torna la musica

Ritornare a suonare è un po’ come ritornare a vivere. Per questo la Comunità ebraica di Casale Monferrato ha voluto festeggiare la Giornata della Musica, svoltasi ieri, con un concerto in sinagoga. Con la speranza che possa essere il prodromo di una stagione musicale che si è interrotta per la pandemia dopo una decina di anni di concerti sotto la guida del direttore artistico Giulio Castagnoli. Senza contare la presenza costante della musica, in tutta la sua storia, in vicolo Salomone Olper. Per Elio Carmi, il presidente della Comunità ebraica monferrina, introdurre il concerto è stata anche l’occasione per ricordare rav Elia Richetti, esperto di melodie ebraiche (nigunim), in particolare proprio quella barocca, recentemente scomparso.
“Questo concerto riprende l’ultimo che abbiamo fatto due anni fa” fa notare Giulio Castagnoli, presentando il programma che vede una selezione proprio di autori barocchi, a cominciare da quel Salomone Rossi ‘ebreo mantovano’, tanto caro alla Comunità di Casale, sia all’epoca dei Gonzaga che oggi. E in effetti con il duo Novus Modus Vetus stiamo per immergerci in un periodo peculiare della storia della musica, tra il ‘600 e la prima metà del ‘700. Pensiamo al barocco immaginando clavicembali per signori imparruccati ed invece è un’epoca di straordinarie sperimentazioni armoniche e tecniche. Tra queste c’è sicuramente l’invenzione del violoncello che comincerà a contendere il virtuosismo proprio alla viola da gamba, finendo per soppiantarla.
È quindi interessante vedere suonare insieme i due strumenti, uno ancora seicentesco con le sue sette corde, l’altro proiettato verso la contemporaneità. Ed è questa la maggior bellezza dell’ensemble che vede interpreti Iris Faceto alla viola da Gamba e Dario Destefano al violoncello. Castagnoli quando dice che riprendono il filo interrotto due anni fa non fa una metafora: il duo si esibì infatti sotto gli stucchi della sinagoga il 23 giugno del 2019. Come oggi fu un momento magico dovuto a tanti fattori, tra cui il suono estremamente cantabile che il duo riesce a trarre dai propri strumenti. Ci sono momenti emotivamente coinvolgenti nel programma che vede, oltre a Salomone Rossi, anche Jean Baptiste Berrière, Vivaldi, Marin Marais, ma come nel 2019 c’è anche una sorpresa, realizzata appositamente da Giulio Castagnoli per questa sala da concerto e per questa formazione. Una composizione venuta alla luce proprio durante il lockdown ed esibita qui in “prima assoluta”. È il “Passaggio per violoncello e viola da gamba” che è sì un pezzo di musica contemporanea, ma anche una partitura perfettamente coerente con le atmosfere del resto del programma. Capace di esprimere la stessa capacità di intersezione sonora tra i due strumenti ed avere gli echi della stessa struttura a “suite” barocca. Tutto ciò attraverso temi che (cifra stilistica di Castagnoli) riprendono moltissimo dalla liturgia ebraica, o si addentrano nella musica sefardita. Sentire una viola da gamba chiamata ad effetti percussivi o a lunghi pedali ai confini dell’armonia, mentre il violoncello ricama in falsetto, fa pensare a quanti cugini hanno avuto in giro per il Mediterraneo questi due strumenti e forse è un po’ come se gli restituissimo alla loro famiglia e ai loro colori che, certo, dovevano aver ispirato anche Salomone Rossi e i musicisti della sua epoca.
Musica a parte la cultura non si ferma. Domenica 4 luglio la Comunità ebraica inaugurerà una nuova mostra in sala Carmi, con un soggetto davvero particolare: Omar Ronda, artista ben conosciuto da queste parti (sua è una spettacolare lampada nel museo dei lumi), presenta “Nobel Prize Frozen”. Si tratta di una serie di opere dedicate ai tantissimi premi Nobel di origine ebraica. Una specie di anomalia statistica se si pensa che il 20% di coloro che hanno ricevuto il riconoscimento sono di origine ebraica, ma lo è solo il due per mille della popolazione mondiale. Niente di strano però se si pensa quanto sia centrale l’istruzione nella tradizione ebraica. Per parlarne subito dopo l’inaugurazione, alle 16.30, sarà in Comunità la curatrice Vittoria Cohen.
L’esposizione sarà aperta fino al 25 luglio.

Alberto Angelino

(21 giugno 2021)