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Dall’Iran all’Isis, summit a Roma
sul futuro del Medio Oriente

Roma al centro della politica internazionale in questi giorni, riportano Corriere della Sera e La Stampa. Oggi infatti si apre la Conferenza internazionale della Coalizione anti-Isis e la Farnesina fa sapere che il summit consentirà di “ribadire la coesione della Coalizione” nell’assicurare una sconfitta duratura dell’Isis, “riaffermare l’impegno per la stabilizzazione” delle aree liberate in Siria ed Iraq, “consolidare la collaborazione” nei gruppi di lavoro a carattere tematico. Il tutto riassunto dalle parole del segretario di Stato Usa Antony Blinken, protagonista del vertice internazionale, che ricorda come “contro il terrorismo la guardia deve restare alta”. Blinken poi proprio a Roma ha incontrato per la prima volta di persona il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid. Un faccia faccia diretto a consolidare il rapporto tra le due giovani amministrazioni. “Negli ultimi anni sono stati commessi errori. La posizione bipartisan di Israele è stata colpita. Ripareremo insieme a questi errori”, l’impegno dichiarato da Lapid, che non ha nascosto la preoccupazione di Gerusalemme sulla questione Iran. “Abbiamo serie riserve sull’intesa nucleare”, le parole del ministro israeliano, che ha poi aggiunto che ogni disaccordo sarà però analizzato “in conversazioni dirette e professionali e non in conferenze stampa”. Blinken, scrive Repubblica, ribadendo “il profondo impegno degli Usa alla sicurezza d’Israele”, ha messo al primo posto della sua agenda la necessità di cementare la fragile tregua raggiunta il mese scorso tra Israele e i terroristi di Hamas. Blinken ha anche ribadito l’importanza degli Accordi di Abramo che “per quanto vitali, non sostituiscono l’impegno sulla questione israelo-palestinese”.

Italia, senza mascherine all’aperto. Tutta Italia in fascia bianca e niente mascherina all’aperto. È una giornata carica di significati simbolici quella odierna, raccontata dalle prime pagine dei giornali. “Tra libertà e cautela, i cittadini e la sfida di una ripartenza senza strappi”, l’analisi del Corriere della Sera rispetto alla necessità di bilanciare il desiderio di ritorno alla normalità con le insidie del virus. Un equilibrio riassunto dalla virologa Antonella Viola su La Stampa così: “nuove libertà, vecchi doveri”. Perché il virus è ancora tra noi. Come dimostra il caso Israele, raccontato su Repubblica da Meir Ouziel, editorialista del quotidiano Maariv. Qui a preoccupare è la variante Delta: i contagi sono contenuti, ma crescono. “Così – ricorda Ouziel – è iniziata la prima terribile ondata che si è poi diffusa in tutto il mondo”. Sarà un test importante per la tenuta dei vaccini, aggiunge, così come per il nuovo governo a guida Bennett-Lapid. Ora sarà il momento, scrive l’editorialista, per l’esecutivo nato per rovesciare Netanyahu di dimostrare di saper rispondere ai problemi concreti del Paese.

Tragedia del Mottarone, il grazie ai soccorritori. Si è tenuta ieri nella Sinagoga centrale di Milano una cerimonia di ringraziamento per tutti coloro, soccorritori, operatori sanitari, istituzioni, che hanno dato il proprio contributo nel dare risposte alla tragedia della funivia del Mottarone. “Grazie per Eitan, vita che non s’arrende”, il titolo di Repubblica Milano, che racconta il commovente incontro con testimonianze dei familiari della famiglia di Eitan Biran, il piccolo unico sopravvissuto alla strage. “Per noi è dura, abbiamo perduto tre generazioni, i nonni di Tal, mia figlia Tal e Amit, il piccolo Tom. Sono ancora in lutto”, la testimonianza del nonno materno del bambino, Shmuel Peleg. “Per Eitan – aggiunge – abbiamo fermato le nostre vite. Sono tornato in Israele solo per i funerali, ma poi sono volato di nuovo qui e qui starò tutto il tempo di cui avrà bisogno”. Lo stesso Peleg ha poi ringraziato tutti coloro che si sono adoperati per salvare suo nipote.

La Shoah divide ancora Israele e Polonia. Tre anni fa a generare lo scontro era stata una norma che limitava la libera ricerca storica sulla Shoah in Polonia. Adesso a suscitare tensioni tra Gerusalemme e Varsavia è una legge che, secondo Israele, rischia di impedire quasi tutte le future richieste di restituzione (o di indennizzi) di beni confiscati ad ebrei polacchi durante la seconda Guerra mondiale, e poi nazionalizzati dal regime comunista. Secondo Gideon Taylor, presidente dell’Organizzazione mondiale ebraica per la restituzione, la legge comprometterebbe circa il 90% delle rivendicazioni ebraiche in corso, riporta Repubblica. “La legge è immorale”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Lapid. Parole che hanno sollevato reazioni indignate a Varsavia, mentre l’ambasciatore polacco in Israele è stato convocato al ministero degli esteri.

Nevo a Milano. Tra i protagonisti della rassegna Milanesiana c’è anche lo scrittore israeliano Eshkol Nevo. Sarà protagonista dell’incontro intitolato Il progresso (30 giugno, ore 21) nel Cortile di Palazzo Reale a Milano. E il Corriere della Sera propone oggi una anticipazione del suo intervento, intitolata “La fiaba dell’amore mutante”.

Daniel Reichel