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Angelo Del Boca (1925-2021)

“Italiani brava gente”. Un mito smascherato grazie a un lavoro appassionato su carte, testimonianze, memorie. Alla ricerca della verità, contro ogni possibile infingimento.
Angelo Del Boca, scomparso a Torino all’età di 96 anni, è stato un grande giornalista e storico del colonialismo italiano. Un precursore, un vero e proprio pioniere. I suoi studi sono andati infatti in terreni dove nessuno era andato prima, svelando verità scomode spesso sottaciute: i crimini del fascismo nella Campagna d’Africa, coperti dall’oblio anche decenni dopo la fine della dittatura. Il laboratorio della futura discriminazione contro i cittadini ebrei, sancita dalle leggi del ’38.
Del Boca era nato nel 1925 a Novara. Di quel mito ricordava come, alla prova dei fatti, fosse “un artificio fragile, ipocrita”. E quindi senza “alcun diritto di cittadinanza” e “fondamento storico”.
Tra i suoi molti libri uno portava proprio questo titolo, “Italiani, brava gente”, seguito però dal punto interrogativo. Oggetto della sua ricognizione i fatti avvenuti in territorio africano ma anche, tra le tante macchie d’infamie, la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei votati a sicura morte. Crimini abietti, che rendono quel cliché insopportabile.