Neonazista e negazionista condannato
La Comunità ebraica di Torino:
“Un nuovo punto di partenza”

Un’aquila nazista esposta sul cancello della propria abitazione di Saint-Vincent è costata al 55enne Fabrizio Fournier il rinvio a giudizio con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.
Apertosi in dicembre, il processo sul suo caso è arrivato a sentenza in queste ore: il Tribunale di Aosta ha riconosciuto la colpevolezza dell’imputato e disposto una sanzione pecuniaria di 5mila euro. Ad essere riconosciuti anche i risarcimenti alle parti civili: 20mila euro andranno alla Comunità ebraica di Torino; 10mila alla Regione Valle D’Aosta, 5mila alla sezione locale dell’Anpi.
Fournier, propagandista di tesi negazioniste, anche attraverso i social network, dovrà inoltre farsi carico delle spese processuali e dei compensi dei legali delle parti.
Grande la soddisfazione del presidente della Comunità ebraica Dario Disegni, che parla di “importante riaffermazione di principio”. Per l’avvocato della Comunità, Tommaso Levi, la sentenza fissa un elemento che viene ritenuto “un punto di partenza”. E cioè che “si possono propagandare idee fondate sul razzismo anche attraverso il negazionismo della Shoah”. Un’affermazione di responsabilità che, secondo il legale, “per una pena per quanto lieve” dice che “un paese democratico deve difendere quella che è la storia di questo continente” e “deve lottare per combattere queste idee che si portano dietro odio, razzismo e quant’altro”.