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Le piazze del complottismo no-vax

Da Milano a Palermo, inquietanti le immagine che arrivano da diverse città italiane dove in totale 80mila manifestanti no-vax si sono dati appuntamento per urlare i propri slogan contro i vaccini e contro il Green Pass. Non mancano i deliranti paragoni con la Shoah e con la dittatura nazista, in un movimento che, spiegano i quotidiani oggi (Corriere, Giornale, Messaggero), non ha una vera leadership. Ma vede una robusta presenza di neofascisti e sovranisti al suo interno. A Roma, in particolare, scrive La Stampa dove la manifestazione è “in mano a CasaPound e soprattutto a Forza Nuova, i cui dirigenti esibiscono tatuaggi con il volto di Mussolini, regolano gli interventi e cacciano fisicamente i ‘giornalisti terroristi’”. Nella manifestazione romana, prosegue la Stampa, nei comizi improvvisati si sentono “citazioni infinite per Bill Gates, George Soros e famiglia Rockfeller, con chiari retrogusti antisemiti”. Questo preoccupante movimento non sembra destinato a sciogliersi. “Ci sono nuovi appuntamenti di protesta: la fiaccolata a Roma organizzata dal deputato leghista Armando Siri”, spiega Repubblica, che evidenzia assieme agli altri quotidiani la strizzata d’occhio ai manifestanti del leader della Lega Matteo Salvini: “Sono per la libertà di manifestazione per chiunque se è pacifica e democratica”.

Populismo no-vax. Il direttore di Repubblica Maurizio Molinari parla di una “scienza aggredita dai populisti anti-istituzionali” che, dopo aver perso slancio nella pandemia, vedono ora “l’occasione di un possibile riscatto”. Nell’editoriale si spiega che “serve un dialogo con chi esita sul vaccino perché spesso lo scetticismo si basa su convinzioni deboli”.

Spirito olimpico. Iniziano ad arrivare le medaglie dalle Olimpiadi di Tokyo. E Italia e Israele possono celebrare i primi grandi risultati, come quelli arrivati nel taekwondo. In questa disciplina l’italiano Vito Dell’Aquila ha conquistato il primo oro italiano, mentre l’israeliana Avishag Semberg ha portato a casa il bronzo. A proposito di Olimpiadi, Israele per mezzo secolo ha chiesto che fosse ricordata ufficialmente Monaco ’72: la strage compiuta da un commando terroristico palestinese contro la delegazione israeliana. Durante la cerimonia di apertura di Tokyo 2020 è stato fatto con un minuto di silenzio. “Una ferita sanata”, la valutazione oggi di Repubblica, che dedica al tema un approfondimento a firma di Enrico Franceschini. Intanto nel presente c’è chi non ha capito il significato dello spirito olimpico, come il judoka algerino che si è rifiutato di gareggiare per non affrontare un collega israeliano. Il Giornale segnale che l’atleta è stato sospeso temporaneamente dalla federazione judo, assieme al suo allenatore. In tema di Olimpiadi e di vero spirito dei Giochi, L’Espresso ricorda invece la figura di Ludwig Guttmann, neurologo polacco scampato alla Shoah a cui si deve la nascita delle Paralimpiadi.

La memoria di Srebrenica. Negare il genocidio di Srebrenica è un reato in Bosnia, punibile ora con 5 annidi prigione. Lo ha deciso l’Alto Rappresentante, Valentin Inzko, supervisore degli accordi di pace seguiti alla guerra degli anni 90. Inzko ha voluto contrastare i negazionisti serbi che non riconoscono il massacro di 8 mila uomini nell’enclave musulmana nel luglio 1995. La decisione, racconta La Stampa, ha innescato subito una reazione dei nazionalisti serbo-bosniaci con il leader nazionalista Milorad Dodik che ha avviato una petizione per contestare la definizione di genocidio per quanto accaduto a Srebrenica.

La sfilata ungherese. Oltre 30 mila persone hanno partecipato al Pride di Budapest soprattutto per dire no alla legge voluta dal Premier Orban che vieta di parlare di omosessualità nella scuola ungherese. Una legge contestata dalla Commissione Europea ma su cui Orban non vuole cedere, racconta il Corriere. Per questo il premier ungherese ha annunciato un referendum sulla norma per consolidare il proprio potere. Non è detto che ci riesca, spiega il quotidiano, perché la maggior parte dell’opinione pubblica – il 55% secondo un sondaggio – è contraria alla demonizzazione delle comunità Lgbtq.

Segnalibro. Esce in Germania l’edizione integrale delle lettere tra fra Heinrich (1871-1950) e Thomas Mann (1875-1955). L’opera è curata da Katrin Bedenig, direttrice dell’Archivio Thomas Mann di Zurigo e da Hans Wisskirchen, direttore del Buddenbrookhaus a Lubecca. “È un lavoro editoriale magistrale – scrive il Corriere Lettura – con il quale si entra non solo nei meandri a volte tutt’altro che felici del rapporto fra i fratelli scrittori, ma anche nelle testimonianze di due menti eccelse su un tragico periodo della storia”. Tra cui l’opposizione al nazismo e alla persecuzione degli ebrei.

Daniel Reichel