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Morti di Covid e vaccini,
un dato eloquente

Un dato eloquente fornito ieri dall’Istituto Superiore di Sanità: dallo scorso febbraio ad oggi, il 99% dei morti per Covid non si era vaccinato o non era arrivato comunque al completamento del ciclo con due dosi. Un numero in rilievo nelle molte pagine che i quotidiani dedicano, come di consueto, all’emergenza sanitaria. Attenzione in particolare sulla scuola, con il governo che è al lavoro per evitare il ritorno alla didattica a distanza.
Restano in evidenza anche le follie no vax, a partire dall’aberrante uso della stella gialla. Temi su cui si sofferma, in una interessante analisi su Repubblica, lo storico Miguel Gotor. Che spiega: “Questa idea di utilizzare il paragone con il nazismo per delegittimare l’avversario, creando narrative dell’esclusione e dell’infamia mediante l’edificazione di paradigmi vittimari e complottistici, non è nuova perché ricorda da vicino le tecniche di ‘disinformatja’ che caratterizzarono la svolta antisionista e antisemita di Stalin”. Un fenomeno da non sottovalutare perché, spiega Gotor, “consente a un manipolo di promotori ideologizzati e di organizzatori facinorosi (perché di questo stiamo parlando) di estendere l’egemonia del loro linguaggio”. Un argomento con ricadute anche elettorali come “Salvini e Meloni, con l’ambiguità costitutiva del loro messaggio, mostrano di avere capito benissimo”. Sul tema “sinistra e Israele” lo storico invita alla lettura di alcuni specifici saggi di Fabio Nicolucci, Gadi Luzzatto Voghera e Alessandra Tarquini.

“Siamo pronti a collaborare con le autorità”. È quanto afferma Ariela Ben Abraham, direttrice della comunicazione globale per la Nso, in una intervista con Repubblica. Sostiene Ben Abraham, respingendo le accuse internazionali sul software Pegasus: “Non abbiamo dubbi che dietro questa campagna ci siano soggetti motivati da interessi. Ci sono molte possibilità. Prima o poi lo verremo a sapere”.

Due anni fa la federazione iraniana gli impose di ritirarsi dai Mondiali di judo per non incontrare l’israeliano Sagik Muki. Da allora la vita di Saeid Mollaei è stata stravolta. Fuggito dall’Iran, sul tatami veste i colori della Mongolia. Quelli con cui ha vinto una medaglia olimpica che ha voluto dedicare proprio a Muki, diventato nel frattempo suo fraterno amico, e a Israele “per l’energia positiva” ricevuta in questo periodo. Ne parla Avvenire

Distruggere o salvare le carte private di Philip Roth? Un dibattito aperto, con la Philip Roth Society che preme per questa seconda opzione. Il perché lo spiega La Stampa: “II romanziere le aveva destinate al macero ma ora potrebbero contribuire a tenere distinta la sua immagine da quella dell’autore della ‘biografia autorizzata’ accusato di molestie”.

Partecipazione degli ebrei romani al lutto della Comunità di Sant’Egidio per la scomparsa di Dino Impagliazzo, “lo chef dei poveri” padre dell’attuale presidente Marco. Repubblica Roma segnala la presenza, all’ultimo saluto, del rabbino capo Riccardo Di Segni. 

Su Leggo Roma le parole del vicepresidente Ruben Della Rocca sulla delirante protesta no vax: “Possiamo fare tutti gli appelli al buon senso e a usare il cervello, ma quello tra le persecuzioni agli ebrei e le disposizioni vaccinali è un paragone insostenibile, folle”. 

Avvenire dedica un articolo a Fedeltà e tradimento del grande scrittore yiddish Chaim Grade. L’opera è stata pubblicata da Giuntina. Ad essere menzionata anche la “splendida traduzione” a cura di Anna Linda Callow.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(28 luglio 2021)