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“Ebraismo incompatibile con estremisti”

C’è un nome che potrebbe segnare il futuro della politica francese. Quello di Eric Zemmour, conduttore tv legato all’estrema destra che sembra sempre più vicino a candidarsi alle elezioni presidenziali previste per la primavera del 2022. Sessantadue anni, lunga carriera nel conservatore Le Figaro, ha ottenuto molta attenzione con Le Suicide français, uscito nel 2014, e poi con il talk show Face à l’Info, che conduce dal 2019. Nel descriverlo il Foglio ne parla come “l’intellettuale reazionario più divisivo di Francia, star dei salotti catodici di area sovranista, santino dei populisti d’oltralpe e campione di incassi nelle librerie con i suoi saggi incendiari, dove nel titolo o nella quarta di copertina c’è sempre un ‘déclin’ o un ‘suicide’ da denunciare”.
Seguendo la linea della destra sovranista, Zemmour si dice contrario a qualsiasi tipo di immigrazione da Africa o Medio Oriente, arrivando a promuovere la teoria complottista della “sostituzione etnica”. Parla con scetticismo delle democrazie europee, non nasconde una nostalgia per il colonialismo, si esprime contro i diritti civili per gli omosessuali e la parità di genere per le donne. Nonostante questo, o forse per questo, ha un seguito: secondo un sondaggio di febbraio, il 13 per cento dei francesi potrebbe votare per lui alle presidenziali. Più un 4 per cento che lo farebbe “sicuramente”.
Tra le tante voci che si sono levate contro di lui, ci sono quelle di Serge Klarsfeld, scampato alla Shoah e simbolo della lotta per i diritti civili, e del figlio Arno, avvocato come il padre. Su Le Monde i due si sono rivolti in particolare al mondo ebraico, invitandolo a tenersi alla larga da Zemmour perché le sue posizioni violano i principi repubblicani e la morale ebraica. Con stupore i Klarsfeld rilevano che “Oggi, non solo alcuni ebrei si impegnano pubblicamente nei media per sostenere le posizioni dell’estrema destra, ma Eric Zemmour, un ebreo i cui antenati sono diventati francesi nel 1870 attraverso il decreto Crémieux, che ha concesso la cittadinanza francese agli ‘israeliti indigeni d’Algeria’, vuole diventare il portabandiera dell’estrema destra nelle elezioni presidenziali del 2022”. Nell’editoriale si ricorda come Zemmour abbia più volte cercato di riabilitare l’immagine del generale Philippe Pétain, negando tra le altre cose il suo coinvolgimento nella Shoah. Il polemista, ricordano i Klarsfeld, si è anche espresso contro la legge che punisce il negazionismo della Shoah. E “trasgredisce i valori ebraici secondo cui gli ebrei dovrebbero ricordare che un tempo loro stessi sono stati stranieri in terra d’Egitto”. “Gli ebrei – concludono i due avvocati – dovrebbero stare lontani dall’estrema destra. Devono tenersi lontani da tutti gli estremi della sinistra e della destra, come tutti i francesi, che devono guardare indietro alla storia del XX secolo e prendere in considerazione il fatto che gli estremi, quando erano al potere, hanno portato solo miseria e sofferenza”.