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A Kabul l’incubo Isis

Un nuovo incubo si sta materializzando in Afghanistan: Isis, Al Qaeda e altri gruppi terroristici sarebbero pronti a colpire, soprattutto cittadini americani e altri occidentali ancora nel Paese (oltre ai loro collaboratori afghani). A lanciare l’allarme i servizi di intelligence del Pentagono.
“Da giorni la minaccia era nell’aria. Non se ne parlava troppo ad alta voce per evitare di aggiungere terrore al panico. Ma da ieri – sottolinea il Corriere – è diventata pubblica”. Una minaccia che sembra allargarsi a livello globale. “In tutto il mondo – riporta Repubblica – l’Islam radicale gioisce e si sente partecipe. E in Africa, terreno di espansione sia per Al Qaeda che per i reduci del Califfato, la presa di Kabul sta già entrando nella leggenda tra gli integralisti”. Scrive La Stampa che se a Kabul ci fossero vittime e ostaggi americani, magari generate dall’allargamento delle operazioni fuori dall’aeroporto, “Biden rischierebbe contraccolpi duraturi e forse peggiori di quelli subiti da Carter in Iran nel 1979”. 

In evidenza sul domenicale del Sole 24 Ore il progetto di catalogazione di libri ebraici “Y-TAL-YA Books” coordinato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
“L’obiettivo – si legge – è coprire tutto l’enorme patrimonio ‘nascosto’ in una quarantina di biblioteche. Una straordinaria memoria collettiva e un omaggio alla lunga e formidabile diaspora nella nostra Penisola”. Il quotidiano, dedicando ampio spazio a un recente saggio di Germano Maifreda, illustra il significato dell’espressione I tal ya, l’isola della rugiada divina. La terrà cioè, viene evidenziato, “sulla quale Dio ha riversato le sue benedizioni, abitata dagli ebrei già in età preromana”. 

Sull’onda del caso Durigon, il sottosegretario leghista che ha proposto di reintitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, Repubblica compie un viaggio sull’eredità del fascismo in Italia. Tra le tappe il Comune laziale di Filettino dove è dedicato ai bambini un parco giochi in onore di Rodolfo Graziani “con un’intestazione che ricorda in modo inquietante la scritta in ferro di Auschwitz”.

È crisi diplomatica tra Polonia e Israele dopo la vergognosa legge di Varsavia sui beni sottratti agli ebrei durante gli anni della persecuzione. “In Polonia – ricorda La Stampa – i beni confiscati dai nazisti valgono diversi miliardi di dollari”. 

Il Giornale dedica un ritratto a Gad Lerner infarcito di espressioni squallide. La sua carriera, in uno dei passaggi più inquietanti, viene definita “fulgida, lucrosa e sefardita”. E Lerner stesso “semiologo più che semita”. Ebreo, laico e di sinistra: per Il Giornale, che sceglie questi aspetti per caratterizzarlo, “tre cose molto utili in Italia, soprattutto l’ultima”. 

Il Fatto Quotidiano celebra gli anni da sindaco di Roma di Ernesto Nathan, di cui ricorre quest’anno il centesimo anniversario dalla scomparsa. Ad aiutarlo nel suo indimenticabile mandato un “network interdisciplinare laico-socialista composto da economisti, poeti, artisti e pedagogisti”.

Il regista Ken Loach, cacciato dal partito laburista per la sua vicinanza all’ex leader Corbyn, ribadisce le sue posizioni ostili al sionismo. “Io – afferma in una intervista con l’Espresso – supporto quegli ebrei per i quali antisionismo non coincide con antisemitismo”.

Repubblica, nella rubrica Pietre, riferisce di un’aggressione antisemita avvenuta a Sirmione, sul Lago di Garda. Vittima un ebreo di origini tedesche, 76 anni, gestore insieme al figlio di un hotel kosher.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(22 agosto 2021)