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“Il mio libro in memoria
di nonna Miriam”

Da oltre vent’anni cerca di trasmettere l’amore per l’estro e la creatività ai bambini della scuola elementare ebraica di Roma. Lavora con pezzi di stoffa, francobolli, bottoni e molto altro ancora. Materiale di scarto che, sotto la sua guida, prende forme sempre nuove e sorprendenti. Nato in Israele, emigrato in Italia per studiare interior design e scenografia, Eran Wolf è un artista consapevole. Ama viaggiare, conoscere nuovi mondi e culture, e nel cuore ha ben chiara anche l’importanza della radici. Per questo ha appena finito di scrivere un libro per ragazzi dedicato alla storia della nonna e di come – assieme alla figlioletta di un anno, sua madre – riuscì a mettersi in salvo dalle persecuzioni nella Cracovia sotto occupazione nazista. “Sono alla ricerca di un editore. Per il momento in Italia, poi in un secondo momento spero di tradurlo anche in ebraico. È un libro adatto per la fascia d’età che va dai 10 anni all’adolescenza. L’idea – sottolinea Wolf – è di intitolarlo I tre diamanti di nonna Miriam”.
La sfida di fare memoria della propria storia familiare (che sul versante est-europeo si snoda tra Polonia, Slovacchia e Ucraina) è scaturita nel momento in cui è mancata la nonna. “Era il 2018, non molto tempo fa. Ho pensato: se non lo faccio io nessuno ne scriverà, nessuno ricorderà. Ho avvertito questa cosa come un obbligo”.
Eran festeggia l’ingresso nel nuovo anno ebraico con una novità: la cittadinanza italiana ottenuta appena poche settimane fa. “Sono molto felice. Ho scelto questo Paese convintamente, inseguendo un sogno. Sono nel posto giusto per chi ama l’arte: la si respira davvero a ogni angolo, in ogni città”. Le sue passioni sono soprattutto due: Rinascimento e barocco. Mentre tra i contemporanei la sua predilezione va al tratto inconfondibile di Emanuele Luzzati, il grande illustratore e scenografo genovese di cui ricorre quest’anno il centesimo anniversario dalla nascita. Proprio a Luzzati e al suo immaginario ebraico ha dedicato la tesi di laurea in scenografia conseguita all’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 2011, con il massimo dei voti. “Lele era magico: difficile anche solo immaginare qualcuno alla sua altezza”, commenta Wolf.
Le strade dell’arte l’hanno portato a vari incontri e intrecci. Uno dei Paesi che più ama è la Turchia dove, racconta, “sono stato almeno 25 volte in vent’anni e dove spero di poter realizzare qualcosa insieme alla comunità ebraica locale”.
Già protagonista di mostre molto apprezzate tra Italia e Israele, Eran è una fucina di progetti. Un’altra delle sue passioni è l’insegnamento dell’ebraico, sia per grandi che piccini. Proprio in questa veste sarà coinvolto nella nuova edizione dell’Ulpan online organizzato dall’UCEI sotto la guida della professoressa Luisa Basevi.

(Nelle immagini: un lavoro realizzato con materiale di scarto; un primo piano di Eran Wolf)

(6 settembre 2021)