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I talebani e il rischio emulazioni

Il nuovo Afghanistan sotto guida talebana assomiglia sempre di più alla teocrazia radicale che avevano instaurato tra il 1994 e il 2001. Le aperture promesse continuano ad essere disattese come raccontano i quotidiani di oggi. Ultimo divieto, quello per le donne di fare sport. “Un mondo senza sport femminili, senza musica che non siano le nenie religiose, senza giochi, senza volti di donne, senza immagini, ma dominato da uomini barbuti che sorvegliano rigorosi fantocci di burqa blu o, ancora meglio, neri dalla testa ai piedi”, così Lorenzo Cremonesi, corrispondente da Kabul del Corriere descrive la restaurazione talebana. Il quotidiano intervista oggi il sottosegretario con delega alla Sicurezza Franco Gabrielli, secondo cui la vittoria talebana “può innescare un effetto emulazione”, “veicolare il messaggio che si può non solo resistere ma anche punire una civiltà considerata nemica. E successo vent’anni fa quando i terroristi dimostrarono di poter colpire gli Stati Uniti sul loro territorio e con i loro mezzi, può succedere oggi ovunque”. Rispetto al nesso tra arrivo di profughi e terrorismo, il sottosegretario spiega che “non c’è una strategia che fa dell’immigrazione un veicolo per gli attacchi in Occidente, tant’è che gli ultimi attentati sono stati realizzati quasi sempre da persone già presenti nei Paesi colpiti, se non da cittadini di quei Paesi; ma è anche vero che l’attentatore che uccise tre persone lo scorso anno a Nizza era sbarcato a Lampedusa. Bisogna tenere la guardia molto alta, senza generalizzazioni né sottovalutazioni”.

Chi vuole parlare con Kabul. I talebani hanno presentato il loro nuovo governo, su cui gli Stati Uniti, l’Unione Europea, la Nato esprimono perplessità, preoccupazioni e caveat” perché “per niente inclusivo e composto da ricercati dall’antiterrorismo americana”, spiega Repubblica, analizzando le diverse reazioni a quanto accade a Kabul. In particolare, il Pakistan si dice pronto a riconoscere il governo talebano. Anche Russia e Cina dimostrano aperture. “II riconoscimento dipenderà unicamente da ciò che farà quel governo, non solo da ciò che dice”, la posizione del segretario di Stato Usa Blinken. Intanto il Premier italiano Draghi continua a muoversi per organizzare un G20 a tema Afghanistan. Lo fa anche con una telefonata pacificatrice – analizzata da La Stampa – con il presidente turco Erdogan, che dopo i contrasti degli scorsi mesi, apre a una sua partecipazione al G20.

L’Italia e il no a Durban. Seguendo altre nazioni tra cui Stati Uniti e Francia, anche l’Italia non parteciperà il 22 settembre a New York alla Conferenza dedicata al ventennale di Durban. Un appuntamento considerato occasione per rilanciare tesi contro Israele e antisemite. Da qui la decisione anche dell’Italia di disertare la Conferenza, accolta – e raccontata – con un plauso dal Giornale.

Italia verso la terza dose. A fine settembre agli immunodepressi, a fine dicembre agli anziani over 80 e poi agli operatori sanitari. È l’iter per la terza dose che, dopo un primo via libera dell’Aifa, dovrebbe essere adottato in Italia, spiega il Sole 24 Ore. Il quotidiano intervista inoltre Arnon Shahar, responsabile della task force del piano vaccinale in Israele, dove la terza dose è già stata ampiamente somministrata. “La scelta della terza dose non si è basata sulla diminuzione degli anticorpi, ma sull’aumento dei contagi. – spiega Shahar – Poi abbiamo visto che c’è anche una riduzione degli anticorpi, ma non è stato questo l’indizio su cui basiamo l’efficacia del vaccino. E oggi siamo riusciti a frenare la quarta ondata con un piano vaccinale molto buono, siamo quasi al 60% degli over 60 con la terza dose. Se non l’avessimo fatta saremmo in lockdown da un mese e mezzo”.

Impresentabili. La Stampa, sotto il titolo “Marcia su Roma”, racconta come molti candidati nelle liste della destra a Roma “non nascondono la loro passione per Ventennio e neofascismo. Fratelli d’Italia ha accolto i militanti di CasaPound e Forza Nuova”. Tra gli impresentabili anche l’ex grillina Francesca Benevento, presente in una lista civica a sostegno del candidato sindaco di centrodestra Michetti e autrice di post antisemiti e no vax. Come raccontano Corriere e Repubblica sulle pagine romane, Benevento non retrocede sui suoi deliri e ora si attende un provvedimento da parte di Michetti.

Bataclan, terroristi a giudizio. “Questo sarà un processo doloroso. Rivelerà la storia degli attentati dell’Isis”, le parole dell’ex presidente francese François Hollande, intervistato da Repubblica in merito all’inizio del procedimento contro i responsabili dell’attacco terroristico islamista a Parigi del 2015. Presenti in aula 14 imputati, fra questi l’unico dei 10 kamikaze dei commando che è sopravvissuto, il franco-marocchino Salah Abdselam, da 5 anni detenuto in un carcere di massima sicurezza. Abdselam nella sua prima dichiarazione, racconta sempre Repubblica, ha dimostrato di essere tutt’altro che pentito.

Festival di Venezia. “Mescolo passato e futuro per raccontare il periodo dell’occupazione nazista che non ho vissuto”, così Gabriele Mainetti racconta il suo Freaks Out in gara al Festival del Cinema di Venezia. Un fantasy storico ambientato nella Roma del 1943 occupata dai nazisti. Ne parlano tra gli altri Corriere, Stampa e Giornale.

Daniel Reichel