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Il destino di Eitan
caso internazionale

Sarà ora la giustizia israeliana, sulla base della Convenzione dell’Aja, a decidere il destino di Eitan Biran, il piccolo unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone. Suo malgrado, il bambino di sei anni è diventato protagonista di un caso internazionale tra Italia e Israele, come raccontano anche oggi i quotidiani italiani, con diverse prime pagine dedicate alla vicenda.
“La tutrice legale del bambino, Aya Biran-Nirko, la sorella residente in Italia del defunto padre di Eitan ha presentato alla procura un’istanza di rientro in base alla Convenzione dell’Aja del 1980, che si occupa delle procedure inerenti gli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e che ha come obiettivo quello di ‘assicurare l’immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti in qualsiasi Stato contraente’”, riporta La Stampa. La richiesta della zia paterna è di far rientrate in Italia il bambino, che si trova in Israele, dove è stato portato dal nonno materno Shmuel Peleg. Per la procura di Pavia si tratta di un rapimento. I magistrati hanno aperto un’indagine contro Peleg per sequestro di minore e si indaga su eventuali complicità: i sospetti, scrivono Corriere e Giornale, puntano anche a personaggi legati ai servizi segreti israeliani in rapporti diretti o indiretti con l’uomo, che l’avrebbero aiutato a portare il bambino dall’Italia in Israele attraverso la Svizzera con un volo privato. Repubblica ricorda che “la giudice tutelare di Pavia l”11 agosto aveva emanato un decreto in cui vietava l’espatrio a Eitan salvo che in presenza o con l’autorizzazione della tutrice”, ovvero la zia Aya Biran-Nirko.
Un parere di consulenti legali del governo israeliano – citato media israeliani – definirebbe l’accaduto come un rapimento, invitando le autorità di Gerusalemme a muoversi per far rientrare il bambino in Italia. Fonti del Jerusalem post negano però l’esistenza di questo parere.
Secondo il Corriere ci sono stati contatti tra il governo israeliano e quello italiano. “Stiamo accertando l’accaduto per poi intervenire”, ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Ma l’iter, prosegue il Corriere, dovrebbe seguire una procedura giuridica e non diplomatica, da qui anche il motivo della posizione del ministero degli Esteri israeliano – riportata tra gli altri da Repubblica, Stampa e Libero – che ha dichiarato di non essere competente. “I 12 casi di minori sottratti tra Italia e Israele dal 2001a oggi si sono risolti senza controversie diplomatiche”, spiega il Corriere. E la vicenda di Eitan potrebbe rientrare in questa casistica, aggiunge sulle stesse pagine il docente di diritto privato Carlo Rimini, analizzando le garanzie della Convenzione dell’Aja.
Intanto continua lo scambio di accuse tra i due rami della famiglia, quello paterno che vive in Italia, quello materno che vive in Israele. Il Corriere racconta che quest’ultima – i Peleg – avrebbe addirittura preso un consulente per le pubbliche relazioni, già consigliere del leader di Kachol Lavan Benny Gantz, attuale ministro della Difesa israeliano. Il Giornale riporta invece che il nonno accusato del rapimento, Shmuel Peleg, è stato condannato in tre gradi di giudizio per maltrattamenti ai danni della ex moglie.
La Stampa in prima pagina titola “Il banco vuoto di Eitan”, andando nella scuola di Pavia dove gli zii paterni pensavano di portare il bambino ieri insieme alle loro figlie.

Roma e il Museo della Shoah. Annullata la cerimonia relativa alla posa della prima pietra del Museo della Shoah fissata per questa mattina dalla sindaca di Roma Virginia Raggi.
Negli scorsi giorni la Comunità ebraica romana aveva annunciato la propria intenzione di non partecipare, ritenendo inopportuna la coincidenza con la campagna elettorale. Ieri il Cda della Fondazione Museo della Shoah, riunitosi per discutere la questione, ha chiesto lo slittamento a data da destinarsi. Dal Comune è poi partita una comunicazione errata, che annoverava tra i partecipanti all’evento la Presidente UCEI Noemi Di Segni. Un’informazione sbagliata perché, come ha reso noto la segreteria dell’Unione in una nota, tale presenza non era prevista “alla luce delle scelte condivise con il cda della Fondazione Museo della Shoah e comunicate in giornata alla sindaca”. La sindaca stessa, in tarda serata, ha comunicato che “non ci sarà una cerimonia pubblica per l’apertura del cantiere”.
Il tema è trattato su varie testate. “Il primo ‘no’, piuttosto secco, non è bastato. Per convincere Raggi a cancellare la cerimonia per l’avvio dei lavori del Museo della Shoah ne è servito un secondo” scrive tra gli altri Repubblica Roma. “Comunità ebraica, nuova ‘gaffe’ della sindaca”, titola il Corriere. Così invece La Stampa: “Bufera sul museo della Shoah. Raggi rinuncia all ‘evento pubblico”. E Libero: “La Raggi litiga con gli ebrei Niente cerimonia per la Shoah”.

G20 delle religioni, cala il sipario. Saranno il premier Mario Draghi, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi e l’arcivescovo Matteo Zuppi a chiudere oggi il G20 delle religioni che si è tenuto a Bologna a partire da domenica. Tra gli interventi conclusivi, quello di rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, come racconta Repubblica Bologna. Sulle pagine nazionali del quotidiano, si richiama invece l’appello a cancellare la parola “razza” dalle Costituzioni. Un invito formulato, scrive Repubblica, nel corso di un panel con esponenti di diverse realtà, tra cui Barbara Pontecorvo, Presidente di Solomon-Osservatorio sulle Discriminazioni.

Bennett in Egitto. Per la prima volta in dieci anni, un premier israeliano è stato in visita in Egitto. A interrompere un decennio di distanza fisica, incontrando il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi a Sharm elSheikh, sul Mar Rosso, è stato il primo ministro israeliano Naftali Bennett. “Sisi-Bennett, storica visita gli ex nemici uniti dal gas”, la sintesi del Messaggero. “La volontà dichiarata – scrive il quotidiano – è quella di far fare ai rapporti bilaterali un salto di qualità sia dal punto di vista economico, anche per i comuni interessi su gas ed energia, ma più ta generale negli scambi tra i due paesi, suggellati anche dalla riapertura del varco frontaliero di Taba attraverso cui migliaia i cittadini israeliani passano per trascorrere le loro vacanze sul versante egiziano, e la apertura a partire da ottobre dei voli della Egyptair tra Il Cairo e Tel Aviv”.

Condannare l’antisemitismo. Incontrando la Comunità ebraica slovacca, Bergoglio ha parlato della necessità di proseguire “nel cammino di amicizia” e condannato l’antisemitismo. In riferimento alla Shoah , ha affermato “il nome di Dio è stato disonorato; la blasfemia peggiore che gli si può arrecare è quella di usarlo per i propri scopi, anziché rispettare e amare gli altri”. Il riferimento implicito, scrive il Messaggero, è a monsignor Jozef Tiso, il prete filo-nazista divenuto presidente. Fu lui che nel febbraio 1942 concluse un accordo con i tedeschi per i primi trasporti di ebrei. Circa 100.000 ebrei furono deportati. Su Avvenire invece la scrittrice Edith Bruck parla del poeta ebreo ungherese Miklós Radnóti, morto nei lager e citato domenica da Bergoglio.

Premio Balzan. Sono stati assegnati i Premi Balzan 2021: a Saul Friedländer (Israele), University of California Los Angeles, per Studi sull’olocausto e sul genocidio; a Jeffrey Gordon (USA), Washington University Saint Louis, per Microbioma in salute e in malattia; ad Alessandra Buonanno (Italia), Albert Einstein Institut, Potsdam, per Gravità: aspetti fisici e astrofisici (Corriere).

Daniel Reichel