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Libro ebraico, la grande festa del Meis
con ospiti illustri e un primo sguardo
sulla sfida di I-Tal-Ya Books

Molti ospiti significativi caratterizzeranno la dodicesima edizione della Festa del Libro Ebraico organizzata a Ferrara, dal 23 al 26 settembre prossimi, dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Tema di questa edizione – che vedrà anche la presentazione in anteprima di I-Tal-Ya Books, il progetto internazionale di censimento digitale di circa 35mila libri ebraici coordinato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – sarà “casa”. Un argomento centrale per un’identità, l’ebraismo, che ha fatto della casa “uno strumento di elezione per la trasmissione dell’identità e dei valori; una risorsa che ha permesso la sopravvivenza di un popolo in diaspora”.
L’argomento portante di un appuntamento che si confronterà, in una pluralità di contributi e declinazioni, con le tante sfide del presente. “Negli anni – riflette il presidente del Meis Dario Disegni – abbiamo avuto l’onore di ospitare a Ferrara autori italiani e internazionali tra i più rappresentativi della letteratura contemporanea. Per il secondo anno consecutivo, nonostante le difficoltà e i limiti imposti dalla pandemia, non abbiamo voluto rinunciare a un festival che porta con sé il valore inestimabile della cultura”.
Tutti gli incontri si svolgeranno sotto la sukkah, la tradizionale capanna costruita in occasione della festa di Sukkot. Una scelta suggestiva e stimolante. “La capanna con il tetto di frasche nella quale, secondo la Torah, gli ebrei devono risiedere per sette giorni rappresenta la precarietà sulla quale deve riflettere l’umanità nel contesto più intimo della dimora. Ma è anche – sottolinea il direttore del Meis rav Amedeo Spagnoletto – il simbolo di uno spazio aperto all’ospitalità, un luogo accogliente, proprio perché semplice ed essenziale, dove tutti possono riconoscersi e dialogare”.
Il festival inizierà il 23 settembre alle 17 con gli interventi d’apertura, oltre che del presidente del Meis Disegni, di Daniele Ravenna in rappresentanza del ministero della Cultura, dell’assessore regionale Mauro Felicori, del sindaco di Ferrara Alan Fabbri e della presidente UCEI Noemi Di Segni.
Alle 18 apertura al pubblico con un tuffo nel passato: una conversazione a più voci dedicata alla vita a Pompei, Gerusalemme e Roma nel cruciale decennio 70/80 del Primo secolo. Il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Paolo Giulierini ne discuterà con il professore emerito di Filologia classica all’Università di Bari Luciano Canfora (autore de “Il tesoro degli ebrei. Roma e Gerusalemme”, Laterza 2021) e Samuele Rocca (autore di “Mai più Masada cadrà”, Salerno, 2021). Modererà l’incontro l’archeologa e digital media curator Astrid D’Eredità.
Venerdì 24 la mattinata (9.30-11) sarà dedicata alle scuole con “A cosa serve una casa?”, un laboratorio di filosofia per bambini a cura della filosofa, educatrice e scrittrice Sara Gomel. Alle 12 presentazione del libro “Il merito dei padri. Storia de La Petrolifera Italo Rumena 1920-2020” (ed. Il Mulino, 2020) di Tito Menzani, Emilio Ottolenghi e Guido Ottolenghi: la storia di un’impresa e una famiglia, tra gli ostacoli della guerra e le leggi razziali, cadute e risalite. Guido Ottolenghi converserà sul tema con Romano Prodi, attuale presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. A moderare l’incontro il neo rettore dell’Università degli Studi di Ferrara Laura Ramaciotti. Alle 16 il direttore Spagnoletto e il presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara Anna Quarzi presenteranno il libro di Edith Bruck “Il pane perduto” (La nave di Teseo, 2021), vincitore del Premio Strega Giovani e del Premio Viareggio-Rèpaci, in collegamento con l’autrice. Sabato 26, con la proiezione serale de Il Violinista sul tetto, si concluderà invece la seconda edizione dell’ArenaMeis “Una risata ci salverà”. Evento e proiezione inizieranno alle 20.30. Per l’occasione, dalle 19.30 in poi, sarà visitabile la mostra “Ebrei, una storia italiana”.
La festa si concluderà domenica 26 con una intera giornata dedicata ai libri: alle 10 è in programma un laboratorio per i bambini dai 7 ai 10 anni, a cura del Meis. Alle 10.15 il direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera presenta il libro di Raniero Fontana “André Neher. Apertura di spirito, coraggio della fede” (Pazzini, 2020), dedicato al filosofo e teologo francese naturalizzato israeliano André Neher, grande conoscitore della Kabbalah.
Alle 11.30 l’attenzione andrà al progetto I-Tal-Ya. Dopo i saluti della presidente UCEI Di Segni interverranno Oren Weinberg, direttore della National Library of Israel; Sally Berkovic, amministratore delegato della Rothschild Foundation Hanadiv Europe; Yoel Finkelman, curator Judaica collection della National Library of Israel; Francesca Bregoli, professore associato di Storia (Queens College, NY); Andrea De Pasquale, direttore dell’Archivio Centrale dello Stato e Chiara Camarda, catalogatrice dell’I-Tal-Ya Books Project. Modererà l’evento Gloria Arbib (Steering Committee I-TAL-YA Books Project e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione MEIS). Le traduzioni saranno a cura dei tirocinanti della Scuola per Interpreti e Traduttori dell’Università di Trieste presso la redazione di Pagine Ebraiche.
Alle 16.30 Shaul Bassi illustrerà il volume da lui curato “Il cortile del mondo. Nuove storie dal Ghetto di Venezia” (ed. Giuntina, 2021) assieme alla scrittrice Igiaba Scego, autrice di uno dei contributi contenuti nel libro. A moderare la conversazione la curatrice del Meis Sharon Reichel.
Appuntamento conclusivo alle 18 con “Io sono la mia casa”, con protagonisti lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, dal cui libro “Tre piani” (Neri Pozza, 2015) il regista Nanni Moretti ha tratto il suo ultimo film presentato al Festival di Cannes, e lo scrittore Premio Strega Alessandro Piperno, tornato in libreria in questi giorni con il romanzo “Di chi è la colpa” (Mondadori, 2021). I due saranno moderati dalla direttrice del Circolo dei Lettori di Torino e scrittrice Elena Loewenthal.
La Festa del Libro Ebraico ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità ebraica di Ferrara. È realizzata inoltre con la collaborazione dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e la sponsorizzazione di Coferasta.

(Nell’immagine: un momento della passata edizione)