moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

La campagna promossa dall’UCEI
“Educazione e valori,
nel nome di Sarah Halimi”

La costruzione di un centro comunitario in Israele, l’acquisto di un Sefer Torah, lo sviluppo di attività socio-educative volte a favorire l’integrazione degli ebrei francesi. Sono le iniziative portate avanti nel nome di Sarah Halimi dal figlio Yonathan.
Per non dimenticare la madre, uccisa a Parigi il 4 aprile del 2017, lo scorso giugno rav Yonathan Halimi aveva avviato una raccolta fondi con al centro diversi progetti dedicati all’educazione. “Più di 40 anni fa, mia madre ha costruito un asilo nido in cui ha accolto centinaia di bambini parigini. Educazione, trasmissione e unione erano i valori che la guidavano” spiegava il figlio lanciando la campagna, che da subito ha ottenuto l’adesione e il sostegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ora, con la collaborazione anche del World Jewish Congress, una prima parte dei fondi raccolti dall’UCEI è arrivata a destinazione, e servirà a sostenere i diversi progetti messi in campo dalla famiglia Halimi. A partire dall’Ohel Sarah, il centro comunitario realizzato in Israele con l’obiettivo, sottolineava a Pagine Ebraiche Yonathan, di “promuovere i valori ebraici tanto cari a mia madre: un luogo in cui incontrarsi, confrontarsi, crescere anche ebraicamente”.
Un’iniziativa sostenuta dunque dall’UCEI, che ha dato un forte supporto anche alla campagna per chiedere giustizia per Sarah Halimi. Con una clamorosa e contestata sentenza in primavera la Corte di cassazione francese ha confermato la natura antisemita del crimine, ma ha dichiarato non penalmente responsabile l’assassino della donna, Kobili Traoré. Questo perché l’uomo è stato ritenuto incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio perché “in preda a una psicosi delirante acuta dovuta all’assunzione di cannabis”. Una decisione duramente contestata dalla famiglia Halimi, dall’ebraismo francese e non solo, con migliaia di persone scese in piazza per gridare la propria indignazione in Francia, in Europa, nel mondo. Anche il presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto, promettendo una riforma per evitare che casi simili all’omicidio Halimi si ripetano. “La riforma del sistema giuridico è un passo fortemente auspicato da tutti noi – aveva evidenziato a Pagine Ebraiche rav Halimi – È una strada corretta verso la quale tendere. Lo stesso, non smetteremo di batterci per fare giustizia anche su questo specifico caso. So che non sarà facile, che per portare Traoré a processo servirà un piccolo miracolo. Ma non intendiamo arrenderci: questo assassino deve essere giudicato e deve pagare per i suoi crimini”.
Per fare chiarezza sul caso, la politica francese ha deciso di costituire una commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal deputato Meyer Habib, membro della comunità ebraica transalpina. “Sarah Halimi è stata brutalmente assassinata solo perché era ebrea. Con emozione e serietà abbiamo avviato questa importante commissione d’inchiesta. Questo non è un terzo processo, ma credo che verranno svelate carenze e si risponderà alle tante domande sollevate su questa vicenda”, ha dichiarato Habib. Le audizioni della commissione sono iniziate lo scorso 13 settembre e i lavori andranno avanti per diversi mesi. Saranno sentiti i familiari della vittima, la famiglia dell’assassino, gli agenti di polizia, esperti medici e altri testimoni del processo. La commissione dovrà pubblicare un rapporto entro il prossimo 13 gennaio.