Il fascismo in Comune

Dopo l’inchiesta a Milano a carico dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza e di Roberto Jonghi Lavarini, il cosiddetto “Barone nero”, il partito di Giorgia Meloni deve fare i conti con diversi casi che coinvolgono gli eletti alle amministrative ed espressioni fasciste. “Da Torino a Milano passando per Roma: spuntano scatti, cimeli e dichiarazioni che non nascondono le simpatie dei consiglieri per il Ventennio”, scrive la Stampa, dedicando due pagine al tema intitolate “Fascisti su Marte”. In particolare due i casi citati dal quotidiano: a Torino, l’ esponente di FdI Massimo Robella, eletto in circoscrizione 6, ha ringraziato sui social i suoi elettori definendoli “camerati”. “Tra post su Mussolini e corone delle SS, Robella non sembra nuovo all’utilizzo di questo linguaggio fatto di richiami espliciti al fascismo”, scrive La Stampa, evidenziando la presa di distanza del candidato sindaco del centrodestra Damilano. A Trieste, racconta sempre il quotidiano torinese, è la foto del neo consigliere comunale Corrado Tremul, appena entrato in municipio come secondo eletto di Fratelli d’Italia con 350 preferenze, a destare scandalo: nello scatto di tre anni fa si vede Tremul a Predappio con “la mano sinistra poggiata sulla testa bronzea di Benito Mussolini e il braccio teso per l’immancabile saluto romano”.

I conti con la storia, a destra. “Se un partito candida una persona che si chiama Mussolini ed è nipote di Mussolini, lo fa per attrarre i voti di chi rimpiange Mussolini”. Lo scrive sulla prima pagina del Corriere senza giri di parole Massimo Gramellini. Il riferimento è all’elezione di Rachele Mussolini, prima per preferenze a Roma, eletta in quota Fratelli d’Italia e celebrata oggi da Libero. Per Gramellini però è chiaro il motivo della sua candidatura e il suo invito alla Meloni e a Fratelli d’Italia è di abbandonare “il legame ambiguo con il fascismo. Se lo gettano via, perdono un consistente pacchetto di voti e di candidati che parlano a braccio (teso), ma in compenso possono finalmente intercettare quel vasto elettorato allergico alla sinistra, però non reazionario, che un tempo fu terreno di caccia della democrazia cristiana e di Berlusconi”. Ancor più diretto l’invito su La Stampa di Elena Loewenthal: “dichiararsi orgogliosamente “camerati” come hanno fatto il candidato civico di Torino ma anche Chiara Valcepina (fra i protagonisti dell’inchiesta di Fanpage nonché neo eletta nel consiglio comunale di Milano) e chissà quanti altri, non sono sortite così poi marginali. – scrive Loewenthal – Significa, purtroppo, che i fascisti sono qui. In mezzo a noi. Nei ranghi di un partito guidato da una leader capace come Giorgia Meloni, che oggi deve trovare il coraggio di sbarazzarsi di tutta questa feccia”. Intervistato dal Giornale Milano, il deputato di Fratelli d’Italia Marco Osnato, ribadendo la fiducia a Fidanza, afferma che il suo partito deve aprire “una riflessione. Alcuni personaggi non fanno parte né della cronaca né della storia nostra, e non devono avere alcuno spazio in un movimento come il nostro”. E definisce osceni “inni a Hitler, offese alle persone di colore, battute sugli ebrei. Chi mi conosce sa che sono atlantista e filoisraeliano convinto”.

Roma, il confronto tra religioni. Si è aperto ieri l’incontro internazionale “Popoli fratelli, terra futura” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Tra i protagonisti della sessione inaugurale rav Pinchas Goldschmidt, il presidente della Conferenza dei rabbini europei. Prevista per oggi una preghiera per la pace delle religioni al Colosseo con la presenza di Bergolio.
Del significato dell’incontro parla oggi sul Corriere Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, soffermandosi sul ruolo della religione oggi. In particolare Riccardi conclude ricordando il pensiero di rav Jonathan Sacks: “Di fronte a un’emergenza di ecologia sociale e umana, Sacks vedeva le religioni come attori rilevanti ‘per ristabilire il bene comune in tempi di divisioni’. È quell’umanesimo globale che le religioni, per vie differenti, sembrano comunicare alle nostre società”, scrive Riccardi, chiudendo con una citazione di Sacks: “Un Paese è forte quando si prende cura dei deboli… diventa ricco quando si occupa dei poveri… diventa invulnerabile quando presta attenzione ai vulnerabili”.

Il documento Ue contro l’antisemitismo. Il 5 ottobre la commissione Ue ha lanciato, per la prima volta, una strategia ad hoc per combattere l’antisemitismo e promuovere la vita ebraica in Europa. Un passo positivo, analizza su Domani il giurista Pasquale Annichino, secondo cui però al documento manca concretezza. “All’occhio del tecnico che osserva il documento, tuttavia, non sfugge che su 25 pagine solo mezza pagina finale è dedicata alla descrizione dell’attuazione della strategia. Si tratta del quinto paragrafo che resta molto vago e avrà bisogno di misure precise per attuare gli obiettivi che la Commissione si propone di raggiungere”. Annichino si augura quindi che la politica europea sia in grado nei prossimi anni di attuare concretamente le sue promesse sulla lotta all’antisemitismo.

Il destino di Eitan. Domani mattina le famiglie Biran e Peleg si presenteranno in aula, al Tribunale della Famiglia nel distretto giudiziario di Tel Aviv, per affrontare la prima vera udienza del caso di Eitan Biran, a distanza di due settimane da quella preliminare, riportano oggi Stampa e Avvenire. “La giudice Iris Ilotovich Segal dovrà pronunciarsi sul ritorno di Eitan in Italia in base alla Convenzione dell’Aja in materia di sottrazione internazionale di minori, un documento a cui aderiscono sia Italia sia Israele”, spiega la Stampa.

Segnalibro. Arriva in libreria l’ultimo libro di Fiamma Nirenstein, Jewish Lives Matter. Diritti umani e antisemitismo (Giuntina). “Poco più di cento pagine, una sorta di lettera aperta a chiunque voglia ascoltare, in cui della nuova “Israelofobia”, professata senza imbarazzo o vergogna in occidente si spiegano radici, motivazioni, fenomenologia e soprattutto esiti, che ci riguardano tutti”, racconta il Foglio. “Nirenstein – scrive il Giornale presentando il libro – smonta le tesi di chi alimenta l’odio per gli ebrei in nome dei diritti umani”.

Videogiochi dell’odio. Libero segnala la prossima uscita di un videogioco, “I cavalieri di Gerusalemme”, che è un chiaro e vergognoso incitamento alla violenza: obiettivo di quest’ultimo, che uscirà sulle piattaforme Windows 7, Xbox 360 e PlayStation 3, è uccidere i soldati israeliani. “Per chi avesse qualche dubbio sul messaggio fondamentalista di cui è permeato tutto il gioco, – scrive Libero – basta leggere le schermate che appaiono quando il povero giocatore non porta a termine la sua impresa di morte ma viene abbattuto dalle Idf. Nella schermata appare una mano insanguinata, una pistola e un coltello su una bandiera palestinese con la didascalia ‘Sei diventato un martire’”.

Daniel Reichel