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G20, aiutare l’Afghanistan
senza legittimare i talebani

Prime pagine dedicate principalmente oggi a due temi: l’obbligo del green pass sui posti di lavoro che prenderà il via da venerdì e la crisi afghana, innescata dal ritorno al potere dei talebani. Su quest’ultima si è tenuto ieri il G20 straordinario a guida italiana, fortemente voluto dal Premier Draghi. Il risultato del summit è stato un impegno in aiuti economici all’Afghanistan da 1 miliardo di euro per l’Europa, più 300milioni dagli Stati Uniti. “Ne è valsa la pena, questa è stata la prima risposta multilaterale alla crisi in Afghanistan”, l’analisi del Premier Draghi. Il Corriere della Sera fa notare la partecipazione sotto tono di Cina e Russia, presenti al G20 ma senza i rispettivi capi di Stato. Ma per il Presidente del Consiglio rimane il risultato di un accordo condiviso. L’obiettivo sull’Afghanistan, ha proseguito Draghi in conferenza stampa, è aiutare la popolazione evitando di legittimare il regime talebano. Ci saranno “contatti con i talebani, ma ciò non significa un loro riconoscimento”. Il paese intanto, racconta sempre sul Corriere Lorenzo Cremonesi, è sul baratro tra “collasso economico, terrorismo e divisioni”. Per questo, aggiunge su le stesse pagine Franco Venturini, è stato importante dedicarvi il G20 e mantenerlo tra le priorità internazionali.

Sciogliere Forza Nuova. Il 20 ottobre le quattro mozioni di Pd, Leu, M5S e Italia Viva per lo scioglimento di Forza Nuova e dei movimenti neofascisti verranno discusse in parlamento, mentre la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese riferirà sui fatti di sabato martedì prossimo a Montecitorio. Nel frattempo Draghi spiega che il governo “sta riflettendo” sull’ipotesi dello scioglimento, come racconta Repubblica. “La questione è alla nostra attenzione ma anche a quella dei magistrati”. Il tema rimane oggetto di discussione sui quotidiani e nell’arena politica. In particolare, “Salvini e Meloni alzano il muro”, scrive La Stampa raccontando la contrarietà dei due leader della destra, insieme a Trieste, a votare le mozioni sullo scioglimento. Fratelli d’Italia vuole proporne una per sciogliere “tutte le organizzazioni eversive”. Per Salvini: “Fascista è mettere fuorilegge i partiti”. La Stampa, senza intervistarlo, racconta anche la posizione di Gianfranco Fini, favorevole allo scioglimento di Fn. Nel pezzo si ricorda lo scioglimento del Msi a Fiuggi nel 1995 e cosa ne risultò.

Boicottaggi editoriali. Il compito della scrittura è “insegnare e sostenere, non punire e boicottare”, la posizione dello scrittore israeliano Etgar Keret che tramite le pagine del Corriere replica all’annuncio della scrittrice irlandese Sally Rooney in chiava anti-israeliana. Rooney ha infatti dato mandato di non tradurre in ebraico il suo ultimo libro perché ha dichiarato di sostenere il Bds (Corriere). “Da un’autrice che si fa tradurre in arabo, in cinese e nelle tante lingue di questo brutto mondo pieno di guerre e dittature – la riflessione di Libero – non si può accettare il ragionamento per cui si pretende di contestare un governo impedendo a tutti i cittadini di quel paese (arabi ed ebrei, di destra e di sinistra) di leggere un romanzo. Una mossa del genere non è protesta politica ma delegittimazione tout court. In una parola: odio”. Il Foglio racconta che il fenomeno del boicottaggio anti-israeliano si sta diffondendo in modo preoccupante all’interno del mondo dell’editoria.

Candidati in radio. Dopo le polemiche non sopite sulle vergognose esternazioni sulla Shoah, Repubblica segnala altre uscite del candidato di centrodestra Michetti in radio. In particolare, il quotidiano parla di “Quando Michetti elogiava l’efficienza della Wehrmacht”. Nel testo si segnala anche l’ultima dichiarazione del candidato di centrodestra: “sono antifascista. Non lo dirò più: ho avuto una sola tessera, quella della Democrazia Cristiana, che rispetto agli altri partiti sempre stata dalla parte della libertà”.

Ricordando Babij Yar. “Se ti concentri sull’energia del cristallo, sentirai come la memoria è in grado di riavvolgersi. Devi solo essere abbastanza forte da sentire davvero l’energia che scaturisce da questo muro. Ma questo non è solo un muro di pianto per quello che è successo, ma anche un muro di perdono, perché dobbiamo imparare a perdonare, perché il perdono è liberazione dal passato e uno sguardo nuovo al futuro”. Così Marina Abramovic, una delle più note artiste contemporanee, ha presentato la sua nuova installazione a Kiev dedicata alla strage nazista di Babij Yar, dove furono fucilati più di 33.771 mila ebrei (Corriere).

Appuntamenti. Sulle pagine di cronaca romana si presenta il Tevere Day, serie di iniziative culturali organizzate per il 17 ottobre a cui prende parte la Comunità ebraica della capitale (Corriere Roma). Sulle pagine torinesi si segnala invece la presentazione di questa sera online (21.15) – organizzata da Associazione ex allievi e amici della Scuola Ebraica di Torino in collaborazione con UCEI – del cortometraggio, “16 ottobre 1943″ di Ansano Giannarelli a 60 anni dalla realizzazione.

Segnalibro. Il Fatto Quotidiano dedica un’ampia pagina al Carteggio 1946-1951 tra Hannah Arendt e Hermann Broch, edito da Marietti. Sempre il Fatto segnala la presenza al Salone del libro di Torino di due editori che definisce fascisti con un catalogo nostalgico, tra discorsi di Mussolini e volumi di Italo Balbo. Un articolo di Libero invece non apprezza il meritorio ripudio di Michela Marzano rispetto al fascismo del nonno, raccontato nel suo Stirpe e vergogna (Rizzoli). “La filosofa antifascista ripudia perfino il nonno”, il titolo del quotidiano.
Il Corriere presenta invece La voce d’oro di Mussolini. Storia di Lisa Sergio (Neri Pozza), una biografia a firma di Sandro Gerbi, dedicata a una donna che fu “prima giornalista radiofonica che esponeva il punto di vista fascista in un perfetto inglese, poi talentuosa speaker che attraverso le radio statunitensi sosteneva lo sforzo Alleato, infine conferenziera e animatrice della vita culturale di Washington”.

Daniel Reichel