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Milano al voto per Comunità e UCEI
Le liste si presentano

Il 17 ottobre gli iscritti della Comunità ebraica di Milano saranno chiamati a un doppio impegno elettorale: alle urne dovranno infatti votare sia per rinnovo del Consiglio comunitario, caduto dopo le dimissioni in blocco della minoranza, sia per l’elezione dei propri rappresentanti all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Una recente assemblea è stata l’occasione per presentare le due liste candidate a guidare la Comunità – Beyachad-Insieme e Milano Ebraica – così come le cinque presentatesi per l’UCEI – Italia Ebraica, Tradizione e Futuro per Israele, Gesher, Unione per il pluralismo e Rinnovamento.
Oltre centocinquanta le persone collegatesi per ascoltare i candidati descrivere i punti principali dei propri programma. In venti minuti a testa Beyahad, con capolista Walker Meghnagi, e Milano ebraica, guidata dal presidente uscente Milo Hasbani, hanno raccontato la propria visione per il futuro della Comunità in un clima di confronto serrato, in cui non sono mancate tensioni. Dieci invece i minuti dedicati a ciascuna lista UCEI.
“Prioritario per noi è recuperare le persone che per un motivo o per l’altro hanno lasciato la Comunità. Sono molte e dobbiamo instaurare con loro un rapporto personale per capire i motivi di questa distanza. – spiega Walker Meghnagi, primo a presentare la propria lista – Inoltre per noi sarà importante impegnarsi ad aiutare chi si trova in difficoltà, non solo economicamente”. Altri temi in cima alla lista di Beyahad, investire sui giovani, con la proposta di realizzare per loro un punto di ritrovo, e rafforzare gli strumenti a disposizione del rabbinato della Comunità. Sul tema della governabilità, Meghnagi afferma che “anche se dovessi vincere in modo ampio non governerò da solo, ma farò entrare anche la minoranza, a differenza di quanto accaduto nel Consiglio uscente. Non si può governare una comunità da soli”.
Per la lista Milano ebraica invece è stato il presidente Milo Hasbani a raccontare gli obiettivi. “Per la Comunità vorremmo avere modo di continuare la ristrutturazione economica portata avanti nelle ultime due consiliature. Abbiamo intrapreso la strada giusta e ottenuto risultati importanti, riuscendo in questi due ultimi anni ad affrontare anche la pandemia, mettendo in sicurezza scuola e Rsa, trovando un nuovo dirigente scolastico, dando assistenza al lavoro del rabbinato”. L’assistenza alle persone in difficoltà, rileva, sarà un altro tema importante. “Abbiamo aiutato molte persone, ma molto vogliamo ancora fare con l’aiuto di tutta la Comunità”. Al di là delle divisioni tra le liste, aggiunge, “l’auspicio è di trovare dopo le elezioni un punto di incontro. Non è pensabile solo attaccarsi, dobbiamo accettare pregi e difetti di ciascuno. E lavorare insieme per la Comunità”.
Il tema delle divisioni interne è dunque un punto centrale rispetto alle prossime elezioni comunitarie milanesi, ma tocca anche il voto per il Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Qui sono cinque le liste presentatesi, per 17 candidati complessivi.
La lista Italia ebraica è guidata sempre da Milo Hasbani, che ha presentato i sei candidati. “La situazione sul terreno è molto cambiata. Dobbiamo mettere in secondo piano divisioni e lavorare insieme per una razionalizzazione del sistema istituzionale ebraico italiano. – afferma Hasbani – C’è molto da fare, a partire dal costruire un forte coordinamento sui territori delle singole Comunità in tema di assistenza sanitaria e sociale, di sicurezza e protezione civile”.
Si presenta da solo con Gesher Yitzchak Dees. Suo obiettivo, quello di aprire un confronto sugli ebrei che si sono allontanati dalle istituzioni ebraiche e cercare di capirne il motivo, per poi costruire un “gruppo apolitico che si occupi dei bisogni degli iscritti e che cerchi di rispondere ad essi”.
Tradizione e futuro per Israele è invece la lista UCEI guidata da Walker Meghnagi, che si presenta alle urne con sette candidati. “Ci sono diverse questioni che devono essere cambiate all’Unione. Servono maggiori investimenti nella scuola ebraica e nei giovani e allo stesso tempo un ripensamento della gestione dei fondi Otto per mille”, afferma Meghnagi, che cita come elementi importanti anche il sostegno alle piccole comunità e la promozione di viaggi in Israele per i giovani.
Di inclusione di ogni forma di ebraismo parla invece Joyce Bigio, che si presenta da sola con Unione per il pluralismo. Tra i primi punti del suo programma, il tema della rappresentatività all’interno del mondo ebraico: “Come sancito dall’Intesa con lo Stato Italiano, l’UCEI deve rappresentare l’ebraismo in tutte le sue forme. Mi impegno – le sue parole – quindi affinché l’UCEI assolva pienamente al suo ruolo, divenendo un’organizzazione ‘ombrello’ all’interno della quale siano rappresentate tutte le realtà che compongono l’ebraismo italiano”. Tra i punti del suo programma anche la valorizzazione del ruolo delle donne nelle istituzioni ebraiche, il supporto ai movimenti giovanili e un riforma della governance dell’Unione.
Non ha presentato in assemblea agli iscritti la sua lista uninominale “Rinnovamento”, Cobi Benatoff. “Il rinnovamento di cui parlo – spiega a margine – è all’interno dell’Unione. Dovrebbe cambiare modo di gestione. Dobbiamo superare le divisioni sul modello di un governo condiviso come in Israele l’esecutivo Bennett-Lapid. Potrebbe anche esserci una doppia rappresentanza: un presidente che si occupa degli affari istituzionali e uno che si occupa della gestione del Consiglio, che sono due cose ben diverse”. Per Benatoff inoltre bisognerebbe ripensare alla modalità con cui si sostengono le piccole comunità, con una partecipazione anche di Milano e Roma attraverso le loro attività.

(Nell’immagine, il voto alle ultime elezioni UCEI a Milano)

ELEZIONI COMUNITÀ DI MILANO – I PROGRAMMI DELLE LISTE IN CORSA

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ELEZIONI UCEI – I PROGRAMMI DELLE LISTE IN CORSA

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