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Di generazione in generazione,
alla scoperta dell’Italia ebraica

Dopo alcuni mesi di incontri e lezioni online, si è concluso a Roma, il primo seminario in presenza del programma MiDorLeDor Italia, con la partecipazione di una quindicina di partecipanti provenienti da tutta Italia e del team polacco del Taube Center di Varsavia. Il programma, nato da un’idea del Taube Center for Jewish Life & Learning, con la preziosa collaborazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dell’AEPJ, è dedicato all’approfondimento e alla trasmissione del patrimonio culturale ebraico italiano – da qui il nome che riprende l’espressione biblica “di generazione in generazione” a sottolineare l’importanza di tramandare radici ed eredità individuali e collettive.
Le due giornate di visite e incontri alla scoperta del patrimonio ebraico romano sono iniziate con la visita delle catacombe ebraiche di Vigna Randanini, guidata da Cesare Terracina per poi proseguire verso la Sinagoga di Ostia Antica. Qui il gruppo è stato accompagnato da Adachiara Zevi, fondatrice dell’associazione Arteinmemoria, che ha illustrato come gli scavi archeologici e i resti del passato possano dialogare con il presente attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, mostrando le opere d’arte realizzate ad hoc per gli scavi della Sinagoga.
Dalla sinagoga più antica d’Europa si è passati ai dialetti ebraici, in particolar modo al giudaico romanesco, incontrando l’attore Alberto Pavoncello – che con la sua compagnia ha messo in scena alcuni sketch teatrali in dialetto – e Rina Menasci che ha ricordato la figura del marito Nello Pavoncello z.l. e l’enorme lavoro di trascrizione e spiegazione che egli fece dei detti in giudaico romanesco.
Un percorso tra passato e presente che è proseguito nella seconda giornata con un incontro sul Centro Bibliografico, in cui Serena Terracina, esperta dell’archivio e Diletta Cesana, responsabile del centro e segretaria della Fondazione Beni Culturali ebraici, hanno ricordare la storia della fondazione del Centro e mostrato i tesori che racchiude. I ragazzi hanno avuto la possibilità di toccare con mano alcuni esemplari di volumi conservati e scoprire come poter accedere e utilizzare il materiale.
A conclusione dei lavori, insieme a Marta Eichelberger-Jankowska, coordinatrice del progetto per il Taube Center il gruppo ha riflettuto sul tema della narrazione del patrimonio e di come svilupparla intorno a un tema prescelto. Ogni studente infatti ha presentato un’idea di progetto legato al patrimonio ebraico italiano da realizzare sul territori con l’obiettivo di mettere in continuo dialogo il patrimonio con il presente.
Due giornate di studio ed esperienze dirette dei beni culturali ebraici che hanno portato molti spunti e stimolato altrettante domande su cui riflettere negli incontri dei prossimi mesi.