Liliana e i carcerati
Un breve passaggio sul carcere milanese di S. Vittore tratto dal dialogo tra Marta Cartabia e Liliana Segre dopo la visita al Memoriale della Shoah. Un testo straordinario che andrebbe letto in tutte le scuole per spiegare e insegnare cosa è stato il razzismo, cosa la Costituzione, e come la battaglia per i diritti e contro l’odio e l’indifferenza debba continuare.
“…quando ci fu quella chiamata, quella che ci diceva che dovevamo partire per ignota destinazione, allora la nostra fila di disperati attraversò un altro raggio…e c’erano questi nostri fratelli di prigionia affacciati ai balconi, avevano l’ora d’aria, videro questo corteo in cui c’erano bambini e vecchi, e furono straordinari perché si mosse in loro quell’umanità che non sentivamo già da tempo nell’indifferenza generale. Loro non furono indifferenti. E ci fu una tale differenza fra gli indifferenti e loro che non li ho mai dimenticati. Non c’è stata una volta in cui non abbia parlato nelle scuole senza ricordare queste persone, che potevano essere ladri, assassini, ma che ci urlavano: ‘Non avete fatto niente di male, che Dio vi benedica’. E ci buttavano ciò che avevano in quel passaggio che fu rapidissimo. Chi gettava un’arancia, chi una mela, chi una sciarpa. Chi soltanto ebbe il coraggio, in quell’atmosfera, di dirci che ci voleva bene”.
Anna Foa
(1 novembre 2021)