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Memoria un valore di tutti,
serve una risposta corale

Gli ultimi deliri del fronte No Vax e No Green Pass hanno suscitato una forte reazione del mondo ebraico. In evidenza sui mezzi di informazione l’intervento della Presidente UCEI Noemi Di Segni, che a proposito dei fatti di Novara ha parlato di “abuso e offesa alla Memoria”. Di seguito un suo editoriale pubblicato quest’oggi dal quotidiano La Stampa. 

Esistono delle frontiere invalicabili. Frontiere della responsabilità e della memoria che dovrebbero essere difese con ogni forza nel nome non soltanto di una parte ma dell’insieme di una collettività che tuteli il pluralismo di idee e opinioni e di valori irrinunciabili posti alla base del vivere e stare insieme.
Tante volte, come ebrei italiani, abbiamo denunciato la progressiva erosione di questo patrimonio fatto non solo di documenti storici e norme di legge ma anche di buone pratiche quotidiane, di sano allenamento alla difesa dei nostri anticorpi democratici da ogni forma di minaccia, distorsione, regressione.
Duole constatare quanto questo pericolosissimo virus del complottismo sia oggi largamente diffuso, ad ogni livello e strato della società italiana. E quante sponde stia trovando tra i cosiddetti No Vax e No Green Pass da settimane in prima linea in una protesta che si appella al negazionismo scientifico.
L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto l’altro ieri a Novara, con l’ostentazione di pigiami a righe simbolo della deportazione nei campi di sterminio nazisti. Sono immagini che mai avremmo pensato di vedere, che fanno rivivere ferite atroci che mai potranno rimarginarsi, vissuto e tragedia di molte famiglie ebraiche che in quei lager hanno visto spezzarsi milioni di vite. Un passato con cui l’Italia, come andiamo ripetendo purtroppo da tempo, non sembra avere fatto ancora i conti.
Immagini pregne di stupidità e ignoranza assoluta e al contempo pericolosa. Ancora una volta va ribadita l’inaccettabilità di considerarle come manifestazioni di quella libertà d’espressione sacra ai nostri padri costituenti e per questo tutelata in modo rigoroso nella Carta, trattandosi invece di un abuso e oltraggio intollerabile.
Un abuso contro il quale vorremmo sentire il maggior numero di voci schierarsi come un solo fronte, a prescindere dalle appartenenze di corrente e partito. Soprattutto, anche stavolta, non vorremmo sentirci soli.
Perché la difesa di una Memoria consapevole, cardine di ogni società progredita in marcia verso il futuro, non è né potrà mai essere una questione dei soli ebrei. Serve una reazione forte sul piano sia normativo che educativo dei giovani e giovanissimi affinché si comprenda la distorsione compiuta nel richiamo della Shoah da parte di questi e altri manifestanti.

Noemi Di Segni, Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

(1 novembre 2021)