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In piazza per la Memoria

Centinaia di persone davanti al Memoriale della Shoah di Milano. Una risposta forte e importante a chi cerca di strumentalizzare e distorcere la Shoah con paragoni impossibili. Così i quotidiani di oggi raccontano il presidio organizzato ieri sera dal Memoriale, Comunità ebraica di Milano e Sant’Egidio. A lasciare in particolare il segno, riportano la Stampa e Repubblica, le parole della senatrice Liliana Segre. “Quella gente è proprio fortunata. Ha potuto mimare la sofferenza senza viverla”, la breve riflessione della senatrice a vita, letta ai presenti dalla coordinatrice nazionale contro l’antisemitismo Milena Santerini. Il riferimento di Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, è alla delirante scelta dei No green pass di Novara di sfilare vestiti come prigionieri dei lager. Una sceneggiata vergognosa condannata da tutte le voci istituzionali e civili presentatesi al Memoriale (“Il nazismo vaccinale è la bugia più amara”, scrive la Stampa). Così come a Novara, dove trecento persone si sono presentate al presidio organizzato dalla Comunità ebraica di Novara-Vercelli e Sant’Egidio.

Bruck e il rifiuto al premio di Anzio. “Sarei tornata volentieri per il premio per la pace nella sua città se nel frattempo non avessi saputo che è stata negata la benemerenza ad una mia correligionaria, Adele Di Consiglio. Una donna sola, sopravvissuta alla barbarie nazifascista che ha annientato la sua famiglia come la mia. Invece è stata riconfermata la cittadinanza onoraria a Mussolini che ha ancora molti seguaci nel suo territorio e non solo ma nell’Europa stessa che ha poca memoria”. In queste poche righe, riportate con evidenza da La Stampa, si concentra il motivo del rifiuto della scrittrice Edith Bruck, Testimone della Shoah, di ritirare il premio che la città di Anzio le aveva conferito. Un segnale forte all’amministrazione che nel 2020 aveva negato ad Adele Di Consiglio, 89 anni, scampata alla Shoah, la cittadinanza onoraria. Un no che, ricostruisce Avvenire citando il portale dell’ebraismo moked.it, aveva lasciato i rappresentanti dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane “sconvolti e amareggiati”. Un no a cui ha fatto seguito oggi il simbolico rifiuto di Bruck. Il sindaco di Anzio ha replicato dicendosi “profondamente amareggiato” e dichiarando che il rifiuto “mortifica la città”.

Diplomazia palestinese. Chiede aiuto all’Italia il ministro degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese Ryad al Maliki, intervistato da Repubblica, nel corso della missione a Roma del presidente dell’Anp Mahmoud Abbas. al Maliki sostiene che i segnali di apertura del nuovo governo israeliano siano falsi e chiede una mano all’Italia per negoziare con Gerusalemme. Oltre ad accusare Israele, nelle risposte del ministro palestinese non c’è spazio per l’autocritica. Nel frattempo, nei rapporti tra israeliani e palestinesi, torna d’attualità la questione Sheikh Jarrah. Le famiglie palestinesi coinvolte nel complesso procedimento di sfratto, segnala il Corriere, hanno rifiutato il compromesso proposto dai giudici di diventare “residenti protetti”, con il diritto a restare nelle case per altre due generazioni e pagare un affitto simbolico. E ora la questione torna all’Alta Corte d’Israele, con il pericolo di nuove tensioni.

Nardò e la Memoria. Si tiene oggi in Puglia, a Nardò, la presentazione della Guida ai luoghi pugliesi dell’antifascismo e dell’accoglienza di profughi ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Saranno presenti, racconta Repubblica Bari, il governatore Michele Emiliano e il sindaco di Nardò, Pippi Mellone. Non la Presidente UCEI Noemi Di Segni che manda però un chiaro segnale all’amministrazione locale: “Per assicurare coerenza, seguano iniziative concrete e precise anche riguardo la costruzione del Giardino della Memoria. Non basta un annuncio e l’evento di una giornata”. Giardino della Memoria, ricorda il Repubblica, che è stato messo da un canto dalla giunta Mellone per fare posto a un idroscalo. “È una decisione che provoca grande dolore”, il commento di Di Segni, auspicando una soluzione diversa.

La squadra di Gualtieri. Prende forma la giunta del nuovo sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Sono stati definiti, riporta il Messaggero sul dorso romano, nove assessori su 12, tra cui Miguel Gotor alla Cultura, Silvia Scozzese per il Bilancio, Alessandro Onorato al Turismo e Grandi eventi. Possibile anche la nomina di Tobia Zevi al Patrimonio, segnala il quotidiano.

Demenza digitale. Gli israeliani hanno ironizzato di recente sulla scelta di Zuckerberg di cambiare il nome della sua azienda da Facebook a Meta. In ebraico infatti – anche se la scelta di Zuckerberg è legata a una parola greca – meta significa “morta”. E così sui social israeliani si sono scatenate le battute. Ora in Italia, non capendo tutto questo, il senatore leghista Armando Siri ha scelto di dare una propria lettura: “È interessante l’utilizzo della parola ‘Meta’ che ha una radice ben precisa in ebraico, quella di ‘morte’. E Zuckerberg è ebreo”, scrive Siri. E aggiunge “Carl Gustav Jung diceva che il ‘caso’ non esiste. Soprattutto nel ‘caso’ si tratti di una multinazionale, che prima di scegliere un nome avrà fatto una lunga due diligence”. “Insomma, – evidenzia oggi La Stampa – nella Silicon Valley si starebbe architettando un futuro orribile per noi”. Ovviamente da parte dell’ebreo Zuckerberg. “Siri scrive cose false, dovute alla sua ignoranza della lingua ebraica, e gravemente pericolose per il portato di antisemitismo che sottintende”, la replica del deputato Emanuele Fiano (Repubblica).

Cop26 inaccessibile. II primo ministro britannico Boris Johnson si è scusato con il suo omologo israeliano Naftali Bennett per il caso che ha visto protagonista la ministra israeliana dell’Energia Karine Elharrar, che si sposta su una sedia a rotelle e a cui lunedì era stato negato l’accesso alla Cop26. Ieri Elharrar, accompagnata dallo stesso Bennett, è riuscita a entrare (Giornale).

Sport e Memoria. Su Avvenire Mauro Berruto ricorda le storie dei pugili Salamo Arouch, Leone Efrati e Johann Trollmann, costretti a combattere per il divertimento dei nazisti. Storie dure e tragiche che, scrive Berruto, dovrebbero essere di lezione a chi fa paragoni impossibili.

Daniel Reichel