Risparmio energetico
La conferenza COP 26 segue a pochi giorni di distanza il G20 di Roma, ma come dice giustamente Greta si tratta di bla-bla-bla. Cosa sta facendo l’Italia (e non solo)? Dire niente è essere ottimisti. La promozione di autovetture elettriche è velleitaria ed assurda. La corrente prodotta per la carica delle batterie di un’autovettura ibrida è più inquinante della semplice propulsione termica (benzina o diesel). Non dimentichiamo che ogni processo di trasformazione energetica è per definizione, parziale. Se voglio trasformare l’energia insita in un combustibile (ad.es. benzina) nel movimento di un’autovettura, il processo di combustione che avviene nel motore serve solo in parte a far avanzare il veicolo, il resto (la maggior parte) viene dissipato nell’ambiente come calore. Se tra la combustione della benzina e il movimento del veicolo si frappone il processo di carica delle batterie che devono alimentare il propulsore elettrico, (auto ibride) abbiamo una doppia perdita di energia: il rendimento (inevitabilmente parziale) del motore a benzina che carica le batterie e il rendimento altrettanto inevitabilmente parziale del motore elettrico che produce la propulsione. Quindi, in conclusione, l’energia termica insita nel combustibile benzina viene dissipata due volte nell’ambiente, anziché una volta sola come nel classico motore a scoppio. Non è proprio contrasto al riscaldamento globale.
Viceversa, ancora una volta Israele è un esempio virtuoso, ma, purtroppo, ignorato.
Le fonti di inquinamento termico da parte delle attività umane sono svariate: non solo quindi l’autotrazione, ma soprattutto il riscaldamento (e d’estate il raffrescamento) degli ambienti e la produzione dell’acqua calda sanitaria, nonché tutti gli impieghi industriali. Dal 1980 in Israele tutte le abitazioni (fino ad una certa dimensione) per legge devono essere dotate di scaldacqua solari termici. Nel deserto del Negev , ad Ashalim, su una superficie di 390 ha. è stata costruita una centrale solare (a concentrazione di potenza) che tramite specchi concavi, mobili ( per seguire il moto apparente del sole) comandati da computers, produce 121 Mv (circa un quinto della capacità produttiva della centrale (termica) di Moncalieri, alle porte di Torino). Soprattutto il meridione d’Italia ha tante superfici agricole abbandonate (ed incolte). La natura montagnosa del territorio si presta alla creazione di invasi che potrebbero servire a creare, grandi riserve di energia (sotto forma di acqua a quota elevata): nelle ore di luce, l’energia raccolta dal sole in eccesso rispetto all’ immediata capacità di consumo, dovrebbe essere impiegata per pompare negli invasi acqua, che nelle ore prive di luce potrebbe essere utilizzata per produrre elettricità, per caduta. Il tutto senza emissione di CO2, né di altri inquinanti.
E invece cosa fanno i ”Grandi”? Svolazzano da Roma a Glasgow per predicare il risparmio energetico! Mentre il Comune di Torino per consentire l’installazione di un pannello solare termico al servizio di un’abitazione, alla periferia della città, pretende che questo non sia visibile dalla strada, costringendo il proprietario a piazzarlo sul suolo del giardino, (anziché sul tetto) con perdite energetiche e di superficie verde.
Roberto Jona, agronomo