moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Italia e Francia, l’accordo
per una nuova cooperazione

In queste ore Italia e Francia firmeranno il Trattato del Quirinale. Un’intesa volta a rafforzare il rapporto tra i due paesi e avviare una cooperazione più stretta in materia di politica europea, estera, sicurezza e difesa, politiche migratorie ed economiche (Il Post). “Italia-Francia, patto europeo” titola oggi Repubblica in prima pagina. Il punto di arrivo dopo un percorso accidentato, la descrizione del Corriere della Sera. Il quotidiano evidenzia le parole del Capo dello Stato Mattarella nel colloquio con il presidente francese Macron, che ha descritto il Trattato nell’ottica di “un’Unione Europea più forte, una necessità che anche la crisi pandemica ha messo in luce”. La scelta di firmarlo al Quirinale è simbolica ed è un rimando al Trattato dell’Eliseo firmato da Francia e Germania.
Per il Financial Times sia il Presidente del Consiglio Draghi sia Macron, che apporranno le loro firme, guardano all’intesa come strumento per rafforzare le posizioni dei rispettivi paesi in Europa. A riguardo, La Stampa intervista l’ex Premier Prodi, che si dice preoccupato per il “rigurgito di sovranismo” dei francesi, “un aspetto della Francia profonda che rallenta la corsa” dell’intera Unione europea.

Vaccinare i minori. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha dato il via libera alla possibilità di somministrare il vaccino Pfizer-Biontech ai bambini da 5 a 11 anni. Riceveranno due dosi, con quantitativo ridotto rispetto agli adulti, a distanza di tre settimane. In Israele, segnala il Fatto Quotidiano, si valuta di vaccinare anche i bambini sotto i 5 anni. Intanto per quanto riguarda l’Italia, segnala il Corriere, “il ministero della Salute ha raccomandato la terza dose per tutti i maggiorenni a partire dal primo dicembre”.

Paragoni impossibili. “Non possono non suscitare la più profonda indignazione e dura condanna non solo della Comunità ebraica, ma dell’intera società, che deve dire basta a questi ricorrenti vergognosi paragoni con la tragedia della Shoah”. È la netta presa di posizione del presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni dopo la nuova offesa alla Memoria di un no vax. A compierla questa volta , segnalano Stampa e Repubblica, è il leader del movimento anti-vaccini torinese Marco Liccione. Il tentativo, per l’ennesima volta, è di associare misure contro la pandemia e persecuzione ebraica. “È giusto che la Digos indaghi, che la procura intervenga nel modo che ritiene opportuno, – spiega Disegni, intervistato da Repubblica Torino – ma io credo che il vero problema sia intervenire per far crescere la comprensione della Shoah. È un compito che non può ricadere sulla piccolissima comunità ebraica”. E come esempio positivo segnala le nuove linee guida per la lotta all’antisemitismo adottate dal ministero dell’Istruzione.

A difesa delle donne. “Ci vuole un grande impegno da parte di tutti per combattere la tragedia dei femminicidi” le parole della senatrice a vita Liliana Segre, intervenuta in aula per l’iniziativa promossa dalla presidente Casellati contro la violenza sulle donne. “Sono stata una ragazzina sola nella tempesta, conosco la forza delle donne”, ha detto Segre, accolta da un prolungato applauso dei colleghi parlamentari, racconta La Stampa.

Caso Eitan, un nuovo fermo. Contro di lui c’era un mandato di arresto europeo per rapimento. Ad attivarlo era stata la procura di Pavia. Ora l’uomo che avrebbe aiutato Shmuel Peleg a portare il nipote Eitan in Israele è stato arrestato a Cipro. A riportare la notizia, il Corriere della Sera secondo cui l’uomo – di cui si riferisce solo il nome, Alon – sarebbe “un contractor impegnato in zone di guerra”.

A capo dell’Interpol. Il generale degli Emirati Arabi Uniti Ahmed Naser Al-Raisi è il nuovo presidente dell’Interpol. Raisi, capo delle forze di sicurezza degli Emirati Arabi, denunciato per tortura in cinque Paesi, tra cui la Francia e la Turchia, è stato eletto durante l’assemblea generale a Istanbul. A fare un ritratto di Al-Raisi, diversi quotidiani oggi, con Domani che dà voce a una delle persone che ha denunciato il nuovo capo dell’Interpol per torura. Matthew Hedges, ricercatore inglese rimasto in carcere negli Emirati per sette mesi. “Ho davvero paura di ciò che questo significa per persone come me che sono state abusate per mano degli Emirati – le sue parole – e costrette a fare false confessioni sotto tortura”.

Daniel Reichel