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Green pass rafforzato,
al via le nuove regole

Entrano in vigore da oggi le nuove misure volte a contenere i contagi da Covid-19 e a portare chi non lo ha ancora fatto a vaccinarsi. Come raccontano tutti i quotidiani oggi, tra le novità più significative decise dal governo, c’è l’introduzione del Green Pass “rafforzato”. Servirà per accedere a spettacoli, eventi sportivi, per la consumazione al tavolo di bar e ristoranti al chiuso, per feste e discoteche e cerimonie pubbliche (Il Post). Da oggi inoltre il green pass tradizionale varrà nove mesi e sarà obbligatorio per accedere a treni regionali, interregionali e mezzi pubblici locali.
Intanto a livello internazionale diversi paesi hanno applicato restrizioni sugli ingressi, riporta il Corriere della Sera. Tra cui, “Israele, Giappone e Marocco che hanno deciso di chiudere le frontiere a tutti gli stranieri”.

La Francia secondo Zemmour. “Oggi comincia la riconquista del Paese più bello del mondo”. Così il polemista di estrema destra Eric Zemmour presentando il suo partito Reconquête (Riconquista) in un palazzetto riempito da 15mila persone alla periferia di Parigi. “Perlopiù maschi, bianchi, giovani, una popolazione urbana e all’apparenza mite e di un livello socio-culturale elevato”, racconta la Stampa. Nel pubblico c’erano anche degli attivisti di Sos Racisme infiltrati che, riporta il Corriere, hanno mostrato delle magliette con “no al razzismo” e sono subiti stati “menati da militanti zemmouriani”. Nel frattempo Zemmour lanciava le sue proposte sovraniste e anti-immigrati, tra cui la soppressione dello ius soli. “Non sono razzista”, la sua dichiarazione dal palco. “Come potrei, io piccolo ebreo berbero arrivato dall’altro lato del Mediterraneo?”. Il comizio, sottolineano Repubblica e Stampa, è carico di retorica e attacchi a destra, sinistra, giornalisti. Chi si aspettava toni più moderati con l’ufficiale discesa in campo ha dovuto ricredersi.

Iran e i negoziati alla deriva. “I colloqui di Vienna sono falliti perché l’Iran si è presentato con posizioni irragionevoli, a partire dalla richiesta di eliminare tutte le sanzioni come passo preliminare per il ritorno nell’accordo Jcpoa, comprese quelle che non riguardano il programma nucleare”. Lo scrive oggi Repubblica, spiegando come le trattative da poco riprese a Vienna siano già in un binario morto. Nel frattempo, spiega il quotidiano, Israele non è rimasta ferma. “Ieri notte il capo del Mossad David Barnea è partito per Washington per convincere gli americani a lanciare un’azione militare contro Teheran”. Gli Usa preferiscono la via diplomatica, ma le posizioni intransigenti del regime di Teheran potrebbero portare a un cambio di politica

Tensione ucraina. Gli Stati Uniti temono che la Russia abbia intenzione di invadere l’Ucraina. Secondo l’intelligence americana infatti Mosca avrebbe pianificato un’operazione per l’inizio del 2022 che coinvolgerà 175 mila uomini. Secondo Kiev sono già 94 mila i soldati che stazionano al confine. Molto atteso quindi il vertice in video tra il presidente americano Biden e quello russo Putin che si parleranno via video.

Migranti al confine. In un documentato reportage Repubblica racconta la difficile condizione di quindici afghani che da tre mesi cercano di attraversare il confine bosniaco per arrivare in Croazia e poi in Germania. “Per fortuna – scrive il giornalista Fabio Tonacci – gli afghani hanno trovato riparo in un campo di concentramento. E per quanto possa suonare assurda questa frase, è la realtà di una notte gelida e umida a Velika Kladusa, Federazione di Bosnia ed Erzegovina, 300 metri dall’Unione Europea”.

Il costo di vivere a Tel Aviv. La città più cara al mondo in cui vivere nel 2021. È la non invidiabile posizione di Tel Aviv nella classifica stilata ogni anno dall’Economist e di cui parla oggi il Fatto Quotidiano. “L’ascesa di Tel Aviv è dovuta in parte alla forza dello shekel rispetto al dollaro, nonché per gli aumenti dei prezzi dei trasporti e dei generi alimentari, dell’abbigliamento e del fashion in genere. – scrive il Fatto – Ma soprattutto sono i prezzi di ristoranti stellati e quelli degli hotel sul lungomare a far segnare conti da capogiro, per non parlare dei cocktail bar sulla bellissima spiaggia”.

Ospite indesiderato. Il Giornale Milano racconta dell’arrivo in città del fondatore dell’organizzazione Islamic Relief Hany El Banna. E ricorda come in una delle sue recenti uscite El Banna abbia definito gli yazidi (vittime dell’Isis) adoratori di Satana, per poi scusarsi successivamente. “Islamic relief con i suoi rappresentanti ha ottenuto riconoscimenti importanti in vari Paesi, ma anche diverse contestazioni, come l’accusa – sempre rigettata – di essere vicina coi suoi esponenti all’islam integralista”, racconta il Giornale. “Islamic relief ha una lunga storia di commenti problematici da parte della propria leadership – spiega Lorenzo Vidino, direttore del Programma sull’estremismo della George Washington University – non a caso l’anno scorso, dopo lo scandalo che ha visto diversi esponenti dell’organizzazione esporsi con opinioni antisemite, i governi di Germania Olanda e Usa le hanno tagliato ufficialmente i fondi”.

Daniel Reichel