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La dottrina giuridica e il caso Halimi

Sulla rivista giuridica dell’Università di Salerno, diretta dal Professore Francesco Lucrezi, abbiamo pubblicato il seguente articolo: Gli ebrei come vittime globali dei crimini d’odio. I casi di Sarah Halimi e di David Fremd [Iura & Legal Systems ‐ ISSN 2385‐2445 VIII.2021/4, B (3): 45‐49 Università degli Studi di Salerno, Emanuele Calò – Giuseppe Alesci]. Lo segnalo perché sarebbe utile che fossero pubblicati in futuro dei contributi dottrinari sui profili giuridici dei diversi fatti e misfatti che sovente provocano una sacrosanta indignazione, senza però approfondirne le conseguenze. Poiché il diritto, ridotto a mero orpello culturale per qualche dandy, è soltanto uno spreco di tempo e di risorse (lo è finanche la filosofia, figurarsi il giure) sarebbe opportuno esaminare le vicende che ci umiliano e ci feriscono, non per via di un’improvvisa volontà punitiva, bensì per capire e far capire che dal diritto deriva anche un’implicita conseguenza di tipo pedagogico, e quindi di prevenzione generale positiva, appena ci si accosti al diritto come strumento di veicolazione di valori di cui rendere partecipe (e, al meglio, attore) il corpo sociale. Non so se vi siano altri articoli giuridici sul terribile caso Halimi; in Francia, però, ve ne sono parecchi. Era pure comparso un libro di Noémie Halioua, L’Affaire Sarah Halimi, cerf, Paris, 20, il cui capitolo 8 è titolato: “L’assassino era folle o antisemita?”.
La follia dell’assassino sarebbe stata confermata se avesse detto che lui era ebreo e la vittima, per dire, animista. Non pare che sia così: sapeva perfettamente chi era lui e chi era la vittima, e ha dato un seguito a propositi ovunque diffusi. Nel 1982, a Roma, erano pazzi gli attentatori della Sinagoga? Costoro hanno ucciso un bambino perché sapevano chi era, anche l’assassino di Sarah Halimi sapeva chi era e per quello l’ha uccisa. Chi crede che la sentenza della Cassazione francese sia legittima merita il mio rispetto e spero non si offenda – ho appreso che con la pandemia cresce il numero di permalosi – se gli consiglio di fare qualche buona lettura in più.

Emanuele Calò, giurista