Enrico Pieri (1934-2021)
“Penso spesso a Sant’Anna di Stazzema, con tutti i suoi poveri morti”. È quanto racconterà, in una delle sue ultime interviste, il rav Elio Toaff. Un ricordo indelebile per chi come lui, partigiano di una brigata attiva in quella zona, vi arrivò poche ore dopo l’eccidio. “La prima casa che trovammo – la sua testimonianza al Corriere – era alla Vaccareccia: fumava ancora. Dentro c’erano i corpi di un centinaio di persone, in maggioranza donne e bambini. Le Ss, quattro colonne da 100 uomini ciascuna di quella stessa XVI divisione che ha agito poi a Marzabotto, li avevano chiusi lì dentro, poi avevano dato fuoco alla paglia e avevano gettato dentro delle bombe. Vedemmo un ammasso irriconoscibile…”.
Su quella drammatica vicenda si chiude ora un capitolo, quello della testimonianza diretta. Profondo il dolore del Capo dello Stato Sergio Mattarella e delle istituzioni nell’apprendere della scomparsa di Enrico Pieri, uno dei pochissimi sopravvissuti, l’ultimo a lasciarci. “Un infaticabile custode della memoria e un uomo di pace”, il ricordo di Mattarella.
Pieri è stato il volto, la voce di quell’orrore. E il protagonista di molte battaglie appassionate, anche al fianco del mondo ebraico. Significativo l’incontro, nel 70esimo anniversario della strage, con l’allora Presidente UCEI Renzo Gattegna in visita a Sant’Anna. Una giornata storica e un chiaro messaggio rivolto anche ai tanti giovani presenti: “Gli orrori del passato non torneranno a verificarsi nelle nostre vite e in quelle dei nostri figli soltanto se saremo capaci di apprendere la terribile lezione di quel 12 agosto”.
Sia il suo ricordo di benedizione.
(12 dicembre 2021)