“Israele ed Emirati, collaborazione vitale
per un Medio Oriente stabile e prospero”

“Il messaggio che desidero trasmettere ai leader degli Emirati Arabi Uniti e ai cittadini degli Emirati è che la collaborazione e l’amicizia reciproche sono naturali. Siamo vicini e cugini. Siamo i nipoti del profeta Abramo”. La stagione aperta dagli Accordi di Abramo “sono la migliore prova che lo sviluppo delle relazioni bilaterali è un tesoro prezioso per noi e per l’intera regione”. Sono le parole con cui il Primo ministro israeliano, Naftali Bennett, si è presentato alla società emiratina nel suo primo storico viaggio nel Paese del Golfo. Una missione figlia dell’intesa, firmata a Washington nel settembre 2020, che ha portato non solo alla normalizzazione dei rapporti tra i due paesi, ma alla costruzione di una vera e propria partnership tra Israele ed Emirati. Le collaborazioni “si sono rafforzate in tutti i campi e ne sono molto soddisfatto” e “mi aspetto che le nostre relazioni rimarranno buone, soprattutto in campo economico”, ha dichiarato Bennett alla stampa locale. La durata del suo primo vertice con il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan (nell’immagine) dimostra che molte sono le sfide sul tavolo. Il colloquio tra i due infatti, sottolineano i corrispondenti israeliani, è durato oltre quattro ore, di cui due e mezza in forma privata. Oltre alle questioni commerciali ed economiche, tra i temi sul tavolo di questo incontro citati dai media c’era la sicurezza. Nelle loro dichiarazioni ufficiali Bennett e lo sceicco bin Zayed Al Nahyan hanno parlato degli Accordi di Abramo come un punto di riferimento fondamentale per costruire una regione stabile e prospera. Per farlo, per Israele, è necessario costruire un fronte comune così da arginare l’Iran. Anche in quest’ottica sono nati gli Accordi di Abramo. E dunque molto plausibile, evidenziano i media israeliani, che Bennett abbia toccato il tema nella sua missione negli Emirati. A maggior ragione alla luce del recente incontro tra il consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan e il nuovo presidente iraniano, Ebrahim Raisi. “È stata una visita importante per la federazione araba del Golfo che ha a lungo visto l’Iran come la sua principale minaccia regionale”, sottolinea Haaretz. Una visita diretta, spiega il giornale, a stemperare le tensioni e che certo non può tranquillizzare Israele.