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L’attesa per la giustizia

Ci sono pudore, silenzio rispettoso e un’attesa che dura da quasi quaranta anni. Come se si dovesse attendere il biblico periodo per arrivare alla Terra Promessa. L’aspetto più sorprendente sono la calma, la responsabilità e la saggezza che proviene da un ambiente che non ha mai lesinato di esternare con la pancia le proprie reazioni. Quell’humus romano che non ha mai fatto trascorrere molto tempo per gridare all’opinione pubblica il proprio sdegno per gli oltraggi subiti. Qui si tratta, come negli ultimi giorni ha comunicato e richiesto alle sedi competenti l’onorevole Emanuele Fiano insieme al suo collega, onorevole Paolo Lattanzio, di dare risposte a un attentato che grida voglia di giustizia. Sarebbe un minimo risarcimento per la morte di quel povero piccino di due anni, dei quaranta feriti e di una comunità gravemente colpita. Sebbene l’imputato goda di innocenza fino alla sentenza, qui dalle carte pare che già la grave responsabilità, di omissione di vigilanza, per ciò che accadde quella mattina abbia un nome e cognome. Che purtroppo, per i mali cronici ben conosciuti, la giustizia tarda a darne le risposte dovute.

Jonatan Della Rocca