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Quarta dose, in attesa del sì
Israele avvia la fase dei test

In queste ore Israele sarebbe dovuto diventare il primo Paese al mondo ad avviare la somministrazione della quarta dose del vaccino anti-Covid. Sarebbe e ancora non è, ma forse presto comunque sarà, a causa dello stop imposto dal direttore generale del ministero della Salute Nachman Ash dopo l’analisi dei primi dati giunti dalla Gran Bretagna sulla variante Omicron e sulla sua apparente minor pericolosità rispetto alla variante Delta. Sarà proprio Ash ad avere l’ultima parola nel merito. Una riserva che, secondo i media israeliani, sarà sciolta nei prossimi giorni. Il governo, a partire dal Primo ministro Naftali Bennett, preme per il sì.
La quarta dose l’ha ricevuta intanto un campione di 150 medici in servizio allo Sheba Medical Centre di Ramat Gan. Un test importante anche ai fini di future decisioni a livello nazionale. “Esamineremo gli effetti sul livello degli anticorpi, sulla prevenzione del contagio, e sulla sua sicurezza”, le parole del direttore del reparto virologia dell’ospedale Gili Regev-Jochai nell’annunciare l’avvenuta inoculazione del personale.
Ad oggi risultano vaccinati con almeno due dosi il 63% degli israeliani, mentre il dato di quanti hanno ricevuto tre somministrazioni si attesta oltre il 45%. Gli attuali quarantenati sono all’incirca 85mila, tra cui lo stesso premier Bennett. Secondo alcuni esperti, anche per via della rapida circolazione di Omicron, il numero potrebbe decuplicare nel giro di appena due, tre settimane.
La settimana appena iniziata potrebbe essere caratterizzata da un’ulteriore novità: la riapertura, dopo il blocco alla circolazione imposto a novembre, dei voli internazionali.
“Nel momento in cui i contagi si stanno diffondendo, non ha senso bloccare l’ingresso dall’estero”, ha affermato il ministro Nitzan Horowitz in una intervista alla televisione pubblica. La decisione ufficiale dovrebbe arrivare a breve.

(27 dicembre 2021)