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Obbligo vaccinale per gli over 60,
l’idea al vaglio del governo

Il governo si appresta a varare nuove misure anti-Covid nel Consiglio dei ministri di oggi. Non ci sarà, scrivono i quotidiani, l’introduzione per tutti dell’obbligo vaccinale. Ma, come evidenziano diversi titoli in prima pagina, l’ipotesi è di estendere l’obbligo di green pass rafforzato – concesso solo a guariti o vaccinati – a tutti gli over 60 anni e ad alcune categorie specifiche.
Intanto nel mondo è record di contagi a causa di Omicron e, sottolinea Repubblica, “la domanda che ci si pone a Londra come a Berlino, a Roma come a Parigi e Washington è sempre la stessa: come frenare la corsa del virus evitando di bloccare la vita pubblica”. “È logico che per contrastare la furia di Omicron si continui a fare i conti sulla forza dei vaccini. – prosegue il quotidiano – È il premier israeliano Naftali Bennett a citare uno studio secondo il quale una quarta dose, per la quale in Israele si è data la via libera agli over 60, fa sì che gli anticorpi, a sette giorni dalla sua somministrazione, vengano ‘quintuplicati’”. Il Giornale, rispetto alla quarta dose, sottolinea come “oltre 100mila israeliani si sono prenotati e in 20 mila l’hanno già ricevuta. I dati saranno condivisi con il resto del mondo”.

Conflitti regionali. Secondo il rapporto 2022 dell’International Crisis Group ci sono dieci conflitti regionali che rappresentano il maggior pericolo oggi per la stabilità di diverse aree del mondo. Si parla soprattutto di Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Birmania. Ma viene citato, riporta La Stampa, anche il conflitto tra israeliani e palestinesi. A riguardo, il quotidiano torinese, sostiene che l’ultimo conflitto con Gaza, generato dal lancio di missili di Hamas contro Gerusalemme, sia stato invece innescato “dall’occupazione di Gerusalemme Est. La novità è che i palestinesi, per la prima volta da decenni, hanno superato la loro frammentazione – la tesi de La Stampa – unendo le voci in Cisgiordania, Gerusalemme Est, Gaza e Israele stesso. Tuttavia, la sostanza non cambia: il nuovo governo post-Netanyahu continua ad espandere gli insediamenti”. Tralasciando il dato sulla presunta unità interna al mondo palestinese (che la realtà dimostra essere inesistente), ancora una volta le responsabilità del conflitto vengono attribuite in modo distorto solamente a una parte, Israele.

Cosa fu l’assalto al Congresso. A distanza di un anno – 6 gennaio 2021 – dall’assalto al Campidoglio dei sostenitori dell’ex Presidente Usa Donald Trump, alcuni interrogativi rimangono aperti. Soprattutto, scrive Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera, “c’era un piano concordato con la Casa Bianca? Fu una manovra sovversiva concepita da Donald Trump o la situazione sfuggì di mano anche all’ex presidente?”. “La ricostruzione dei fatti lascia pochi dubbi. – prosegue Sarcina dopo aver ricostruito i fatti principali – il leader della Casa Bianca ha incoraggiato l’assalto”. La preoccupazione è che il clima sovversivo in questo anno non si sia calmato. Anzi. Ne parla Enrico Deaglio su Domani richiamando un lungo editoriale del New York Times intitolato “Ormai è un 6 gennaio quotidiano”, in riferimento all’atteggiamento di una parte del mondo repubblicano, e uno del San Francisco Chronicle in cui si parla di una nuova fase negli Usa di “fascismo legale”. A proposito di populismi e futuro, su un altro piano la riflessione di Claudio Cerasa sul Foglio, che scrive: “Trump annuncia di aver ricevuto il booster e i suoi fan lo fischiano. È la dimostrazione che ciò che il populismo ha seminato non sparisce con la stessa velocità con cui i populisti vengono spazzati via alle elezioni. Il contagio più pericoloso è quello veicolato dal complottismo”.

Roma non dimentica. “Bisogna coltivare la memoria e il ricordo. L’oblio e l’indifferenza vanno contrastati perché rischiano di farci rivivere e tornare a pagine drammatiche”. Il messaggio del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dopo aver preso parte alla commemorazione del 78esimo anniversario della deportazione dei cittadini romani, politici ed ebrei al Muro del Deportato, presso il cimitero del Verano (Corriere Roma).

Un caso internazionale. Evgene Lavrenchuk è stato direttore del Teatro nazionale d’opera e balletto di Odessa, e ora dirige una fondazione operistica a Gerusalemme. Il 17 dicembre, in viaggio tra Israele e Ucraina, è stato arrestato durante uno scalo a Napoli a causa di un mandato internazionale spiccato dalla Russia per un’accusa di appropriazione indebita. “I fatti contestati sono di otto anni fa. Perché arrestarlo ora”, la protesta della madre, riportata dal Corriere della Sera. “Penso che gli siano costate care le sue dichiarazioni sulla Crimea”.

Italia-Israele, la commessa sugli aerei. Laer, l’azienda campana che costruisce grandi componenti per l’aeronautica civile, ha ottenuto una commessa da 100 milioni dalla Iai, primaria azienda israeliana del settore, racconta oggi il Sole 24 Ore dando molta evidenza all’accordo. L’azienda italiana riconvertirà aerei civili in velivoli merci.

Al Monte Stella. Il Corriere Milano riporta i sei nuovi nomi che saranno ricordati nel Giardino dei Giusti del Monte Stella. “Tra di loro c’è Raphael Lemkin, l’ebreo polacco che ha coniato la definizione di genocidio e che ha dedicato tutta la vita all’approvazione di una convenzione contro questo reato internazionale, ratificata poi il 9 dicembre 1948 dall’Onu”, sottolinea il quotidiano. “Prevenire i genocidi e le atrocità di massa. Le storie dei Giusti contro il silenzio e l’indifferenza” è il tema scelto per le celebrazioni di quest’anno.

Daniel Reichel