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Torino, Pietre di Memoria
contro l’indifferenza

Aldo Acquarone, Giulio Arzi, Mario Augusto Fubini, Aldo Fubini, Oreste Ezechiele Levi, Giovanni Montrucchio, Claudio Pescarolo, Enrichetta Rimini. A loro sono dedicate le otto nuove Stolpersteine che trovano posto a Torino in questo 2022 e che ricordano chi fu deportato dai nazifascisti e non tornò più. Con questa nuova apposizione, le Pietre d’inciampo, i monumenti diffusi ideati dall’artista tedesco Gunter Demnig, nel capoluogo piemontese salgono a 130. Pietre, ha ricordato il Presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni nel corso della cerimonia di apposizione, “che ormai si contano in decine di migliaia e che ogni anno si incrementano per restituire una individualità e ricostruire la vicenda umana di chi si voleva ridurre a un numero”. Pietre che “ci richiamano a un compito irrinunciabile: quello di ricordare e di educare coloro che non sanno, – ha evidenziato Disegni – coloro che hanno dimenticato o che hanno conservato un’immagine sbiadita ed edulcorata di quella tragedia, coloro che la banalizzano paragonandola scelleratamente a situazioni che stiamo vivendo in questo difficile periodo, al fine di stimolare un impegno civile e morale contro i fenomeni di intolleranza, di razzismo e di antisemitismo, che purtroppo oggi stanno riemergendo minacciosi nel mondo, in Europa e nel nostro Paese.”
La cerimonia pubblica è avvenuta in piazza Statuto alla posa in memoria di Claudio Pescarolo, giovane torinese nato nel 1920, arrestato il 24 giugno 1944 e deportato ad Auschwitz, dove morì probabilmente il 22 gennaio 1945, cinque giorni prima della liberazione del campo. 
Sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali e dei partner del progetto: Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Roberto Mastroianni, Presidente del Museo Diffuso della Resistenza, Vittoria Poggio, Assessore Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte, Mauro Salizzoni, vicepresidente del Consiglio Regionale della Regione Piemonte, e Alessandro Bollo, Direttore della Fondazione Polo ‘900.
Rav Ariel Di Porto, rabbino capo di Torino, ha ricordato nell’Yizkor i correligionari per i quali è stata posata una Pietra d’inciampo.
Nella stessa giornata, presso il Salone d’Onore dell’Accademia Albertina di Belle Arti, è stato conferito a Gunter Demnig il titolo di “Accademico d’onore” su proposta del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra dei Diritti e della Libertà di Torino, in considerazione del valore sociale, memoriale, politico, artistico e culturale del progetto dell’artista tedesco, del fondamentale lavoro di arte pubblica, relazionale e sociale da lui svolto e dell’instancabile impegno dimostrato nella ricostruzione della memoria collettiva. Per l’occasione, sono intervenuti Paola Gribaudo, presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti, Edoardo Di Mauro, direttore della stessa, Roberto Mastroianni, presidente del Museo Diffuso, e Roberta Canu, direttrice del Goethe Institut di Torino, che ha ritirato il riconoscimento, in assenza dell’artista, impossibilitato a intervenire per la difficile situazione sanitaria.