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Completare le mitzvot

“E Moshè prese le ossa di Yosef con lui” (Shemòt 13;18)
Nel libro di Giosuè troviamo scritto “e le ossa di Giuseppe, che i figli di Israele trassero dall’Egitto, furono sepolte in Shekhèm” (Giosuè 24;32).
Nel Talmud ci si chiede il motivo per cui le ossa di Giuseppe furono sepolte proprio a Shekhèm. A questo rispondono i chakhamim dicendo che a Shekhèm Yosef fu rapito dai fratelli (per essere venduto ed essere portato in Egitto) e a Shekhèm fu seppellito. (T. B. Sotà 13 b)
Sempre nello stesso passo talmudico ci si chiede ulteriormente:
“perché se nella Torah è scritto che Moshè portò fuori dall’Egitto le ossa di Yosef e, all’ingresso nella terra di Israele esse furono sepolte a Shekhèm, si dice che” i figli di Israele trassero dall’Egitto le ossa di Yosef?”.
Si spiega che: “se uno inizia una mitzvà senza portarla a termine e un altro la conclude, viene citato come meritevole, chi l’ha conclusa ma non chi l’ha iniziata”.
C’è un importante insegnamento che dice:
“a colui che ha iniziato a fare una mitzvà gli si dice: finiscila” affinché possa godere del merito di averla fatta per intero.

Rav Alberto Sermoneta, rabbino capo di Bologna