I familiari dell’attentatore:
“Chiediamo scusa”
“Un atto di terrorismo”. Così il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a proposito della mancata strage alla sinagoga di Colleyville, in Texas. Nella sua cronaca Repubblica riporta le parole dei familiari del sequestratore (poi rimasto ucciso): “Ci piacerebbe con il tutto il cuore scusarci con le vittime coinvolte in questo sfortunato incidente”. A detta del fratello il 44enne Malik Faisal Akram, che era un cittadino britannico, soffriva di problemi mentali.
Cade oggi la 33esima Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei. Secondo Enzo Bianchi, l’ex priore di Bose che firma un intervento su questo tema su Repubblica, i problemi da superare sarebbero ancora molti. In particolare avrebbero la loro origine in una predicazione in cui è ancora facile “approdare a espressioni che offendono gli ebrei, espressioni che mostrano ignoranza delle Scritture e incapacità di leggerle”.
Il Fatto Quotidiano si sofferma sui numeri allarmanti relativi alla criminalità nella comunità araba d’Israele nel 2021: “Gli assassinii sono stati 128, decine i rapimenti a scopo di estorsione in un crescendo mai visto”. Parte di queste violenze, si sostiene, “è causata dalla crescita dell’usura”.
A tradire Anne Frank e la sua famiglia sarebbe stato un notaio ebreo, il cui nome era Arnold van Der Bergh. È la conclusione cui è giunta una squadra di specialisti che per anni ha investigato e di cui scrive Rosemary Sullivan nel suo libro di prossima uscita Chi ha tradito Anne Frank. Indagine su un caso mai risolto. In Italia l’anticipazione è del Corriere, che riporta come l’uomo avrebbe offerto un certo numero di indirizzi di ebrei nascosti alla polizia “come moneta di scambio per salvare se stesso e la moglie”.
Il Messaggero ipotizza l’ingresso di Walter Veltroni nel cda della Fondazione Museo della Shoah di Roma. “Veltroni – si legge – si è sempre battuto per rinverdire il ricordo degli orrori dell’Olocausto, da sindaco ha accompagnato le scolaresche nei viaggi della memoria ad Auschwitz e sbloccò nel 2008 la realizzazione del museo, proposto nel 1997, facendo comprare al Comune dei terreni a villa Torlonia”.
Sul Messaggero si parla di Un canto salverà il mondo, il libro del pianista e direttore d’orchestra Francesco Lotoro. Da oltre 30 anni la sua missione è quella di recuperare “la musica scritta nei campi di concentramento e di prigionia tra il 1933 e il 1953”.
Al via quest’oggi, con un dialogo tra Paolo Berizzi e David Bidussa, una nuova serie di incontri del Memoriale della Shoah di Milano. Ne scrive Repubblica sulle sue pagine regionali, ascoltando in proposito il presidente dell’istituzione Roberto Jarach.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(17 gennaio 2022)