Attentato alla sinagoga,
la procura riapre l’inchiesta
La procura di Roma riaprirà un’inchiesta sull’attentato al Tempio Maggiore del 9 ottobre 1982. Due gli obiettivi, scrive Repubblica. Il primo: “Analizzare i documenti emersi dai cassetti dell’Archivio di Stato, che raccontano di una serie di allarmi inascoltati”. E inoltre “cercare di approfondire le parole consegnate a Repubblica, quarant’anni dopo, dalla fidanzata dell’unico condannato per quella strage, uno studente palestinese allora poco più che ventenne”. Sulle pagine romane una testimonianza di Sandro Di Castro, che in quell’attacco fu gravemente ferito: “Le anomalie sono tante. Il giorno prima la sinagoga era presidiata dalle forze dell’ordine, ma nel giorno dell’attentato la piazza era totalmente sguarnita. Io stesso, qualche giorno prima, ho visto con i miei occhi un’automobile con all’interno un uomo che scattava foto all’ingresso del Tempio”.
Passo indietro dell’editore olandese che ha pubblicato il sensazionalistico libro su Anne Frank e il suo presunto delatore. La pubblicazione del testo, in attesa di prove più concrete, è stata sospesa. “Lo scoop storico si rivela, molto probabilmente, un’opera poco accurata, e su un tema su cui non è consentita nessuna forma di leggerezza”, scrive La Stampa. L’idea propagata dall’opera, che sia stato un ebreo a tradire Anne Frank, per qualcuno contribuirebbe “ad alimentare il pregiudizio e la discriminazione di cui si nutrono le teorie antisemite” (Repubblica).
Sui giornali si parla ancora del rapporto di Amnesty International in cui si accusa Israele di apartheid. “Amnesy International”, la definisce il Foglio in un editoriale in cui si sostiene come la ong abbia dimenticato la storia. Soprattutto, si legge, “il rapporto ignora del tutto che Israele è una democrazia che accorda più diritti ad arabi e palestinesi di qualsiasi altro stato nella regione”. La ong, sottolinea il Giornale, “è stata travolta dalla politica”. Accuse “fuori luogo” anche per Libero.
Sconcertante intervento dell’attrice Whoopi Goldberg, che ha dichiarato che la Shoah “non aveva nulla a che vedere con la razza”. Sono poi arrivate le scuse. Resta comunque un incidente clamoroso: “È sorprendente che non abbia mai letto neppure una riga sulle posizioni dei nazisti riguardo alla razza, scoprendole solo a 66 anni a causa di una gaffe. Se lei sta così – chiosa Repubblica – immaginate gli altri”.
Pio XII “inviò un rapporto sugli stermini nazisti agli americani poco dopo la Conferenza di Wannsee, ma gli americani non gli credettero”. È quanto sostiene lo storico tedesco Michael Feldkamp, secondo il quale Pacelli si sarebbe occupato della persecuzione degli ebrei “quasi quotidianamente”. La sua tesi è segnalata da Avvenire.
Pisa tolga da una via il nome del rettore Giovanni D’Achiardi che fu corresponsabile dell’epurazione di docenti e studenti ebrei dopo la promulgazione delle leggi razziste. È la richiesta, a larga maggioranza, del Senato Accademico dell’Università. Un’iniziativa che segue una petizione sottoscritta da oltre 20mila persone e una mozione presentata in Consiglio comunale, finora insufficienti per “convincere il sindaco” (Repubblica Firenze).
La Nazione racconta di un 13enne fiorentino “nel mirino dei bulli perché ebreo”. A causa di ciò il ragazzo è stato iscritto dei genitori in un altro istituto scolastico. Ora, dice la madre, “è felice e sta bene”.
Protagonista della seconda puntata della serie “Svolte” del Corriere è Andrea Gottfried, direttore d’orchestra ma anche manager e imprenditore. Gottfried è l’ideatore e l’anima del festival ebraico Nessiah.
Cadrà domani l’anniversario dalla morte di Giuseppe Levi (1872-1965). Lo scienziato che, ricorda Repubblica Torino, fu “maestro di tre premi Nobel del calibro di Salvatore Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(2 febbraio 2022)