Il coraggio di Rita Orlandi,
una viterbese tra i “Giusti”
Nel dicembre 1943 salvò il piccolo Silvano Di Porto, un bambino ebreo, dalla cattura. Lo portò prima in campagna e poi lo accolse in casa sua, proteggendolo da ogni altra insidia, fino alla Liberazione. Per questo gesto di coraggio Rita Orlandi, una cittadina viterbese allora 17enne, è stata proclamata “Giusta tra le Nazioni” dallo Yad Vashem. La cerimonia di assegnazione dell’onorificenza in memoria si è svolta nell’aula magna dell’Università degli studi della Tuscia. A rappresentare l’emozione delle due famiglie Mauro Corbucci, figlio di Rita, e Angelo Di Porto figlio di Silvano. “Lo Stato d’Israele sente il supremo dovere morale di preservare la memoria delle persone che in quegli anni, nel mezzo dell’ora più buia, non sono rimaste indifferenti alla sofferenza umana e al dolore” la gratitudine espressa da Smadar Shapira, Consigliere per gli Affari Pubblici dell’ambasciata israeliana, nel dare lettura delle motivazioni. Non sopravvivranno alla Shoah i genitori di Silvano, Angelo Di Porto e Letizia Anticoli: li ricordano oggi due pietre d’inciampo.
Introdotta dal docente Tommaso dell’Era, la cerimonia ha visto anche gli interventi del rettore Stefano Ubertini, del viceprefetto Fabio Malerba, del commissario prefettizio Antonella Scolamiero, del presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, del segretario generale UCEI Uriel Perugia e di Claudio Procaccia, responsabile del Dipartimento per le attività culturali della Comunità romana. Un video messaggio è inoltre pervenuto dalla coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo Milena Santerini.
“La memoria è fondamentale”, ha ricordato il rettore. Ci insegna infatti “che non dobbiamo rimanere indifferenti e che abbiamo il compito di trasmettere la consapevolezza di ciò che è successo alle future generazioni”. L’Università, ha poi aggiunto, “ha il dovere di farsi parte attiva di questo processo”.