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“Europa ebraica, è l’ora di aiutare”

Un appello urgente alla mobilitazione per offrire alloggio temporaneo, cibo, vestiti e altri beni di prima necessità alle centinaia di famiglie ebraiche che stanno lasciando l’Ucraina a causa del conflitto. A lanciarlo la European Jewish Association, organizzazione internazionale con sede a Bruxelles, che in questa comunicazione ha scelto di rivolgersi alle comunità ebraiche di tutto il continente (“da Lisbona a Lublino, da Bucarest a Bordeaux”).
Nel farlo il presidente dell’associazione, il rabbino Menachem Margolin, ha affermato: “La storia del popolo ebraico è una storia di sfollamenti, dovuti a pogrom o a guerre. Siamo tutti consapevoli di cosa significhi essere costretti ad alzarsi e andarsene in un attimo. In quasi tutte le nostre comunità si ascolteranno storie del genere. Lo dico perché siamo particolarmente sintonizzati su questi disastri. E visto che siamo così sintonizzati, ci stiamo attivando per aiutare. Come sempre abbiamo fatto”.
La European Jewish Association è stata una delle ultime realtà ebraiche a organizzare un evento in Ucraina. Appena lo scorso gennaio si è tenuto infatti un evento, con ospiti anche delle istituzioni nazionali, per riflettere sugli 80 anni dall’eccidio di Babyn Yar.
Poche settimane dopo, come noto, quell’area è stata colpita dai missili russi.

(Nell’immagine: il rav Menachem Margolin)